Referendum Brexit, fuori è fuori, secondo Juncker

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Referendum Brexit, fuori è fuori, secondo Juncker

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Domani si voterà per il referendum Brexit e, dopo l’intervento di Draghi, si registra oggi quello di Juncker, che avverte: fuori è fuori.

Il presidente della Commissione UE sul referendum Brexit: se gli elettori britannici lasciano l’Europa sappiano che non ci saranno ulteriori negoziati.

Se GB sceglie di uscire non ci saranno altri negoziati

Un avvertimento chiarissimo quello lanciato da Jean Claude Juncker alla Gran Bretagna in vista del decisivo voto di domani. Il presidente della Commissione UE ha voluto evidenziare la propria opinione dicendo che “è una cosa buona che la Gran Bretagna resti nell’UE” ma in ogni caso la Commissione “non gioca un ruolo” nel referendum Brexit.

Juncker ha ricordato gli accordi sottoscritti nello scorso febbraio fra l’Europa e la Gran Bretagna, in cui primo ministro Cameron “ha ottenuto il massimo di quello che poteva avere” e l’UE ha “concesso il massimo”. Ecco perché, secondo il presidente della Commissione, “fuori è fuori”, ovvero “non ci sarà nessun altro tipo di negoziato” qualora gli elettori britannici dovessero scegliere di lasciare l’Europa.

Remain e Leave, domani referendum Brexit

Da Londra, Nigel Farage ha parlato di “independence day” riferendosi al voto di domani aggiungendo che, se anche in Gran Bretagna dovesse prevalere il fronte “Remain”, “saranno la Danimarca o l’Olanda che voteranno per uscire”.

Se Farage è convinto che il processo di scioglimento dell’UE sia inarrestabile, il laburista Jeremy Corbyn è invece intervenuto asserendo di voler rimanere in Europa “per cambiarla”, aggiungendo che “l’Unione Europea ha bisogno di molte riforme” e che Bruxelles mette a disposizione i mezzi per poterle fare.

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