Referendum costituzionale, respinto il ricorso in merito al quesito COMMENTA  

Referendum costituzionale, respinto il ricorso in merito al quesito COMMENTA  

referendum costituzionale
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Respinto il ricorso presentato da Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle in merito al quesito del referendum. Difetto di giurisdizione.

E’ stato respinto il ricorso al Tar presentato dal Movimento 5 Stelle e da Sinistra Italiana in merito al quesito del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. A prendere la decisione è stata la sezione 2 bis del Tar del Lazio, che ha rilevato un difetto di giurisdizione.

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Secondo il Tar, “sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum che hanno predisposto il quesito referendario sia il decreto presidenziale sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell’ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale”. “Eventuali questioni di costituzionalità della legge sul referendum (la n. 352 del 1970), relative alla predeterminazione per legge del quesito e alla sua formulazione, sono di competenza dell’Ufficio centrale per il referendum, che può rivolgersi alla Corte costituzionale”.

Il ricorso era stato presentato dai senatori Loredana De Petris di Sinistra Italiana e Vito Crimi del Movimento 5 Stelle assistiti dagli avvocati Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo. I promotori avevano giudicato ingannevole e parziale la formulazione del quesito referendario.

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“Non è una bocciatura di merito”

Molti i commenti, a cominciare dal fronte M5S. “Non è una bocciatura di merito” ha rilevato il deputato Danilo Toninelli, “leggeremo le motivazioni della sentenza e agiremo di conseguenza” perché “siamo convinti di essere nel giusto”, “il titolo della riforma è una truffa”. E’ d’accordo anche il senatore Vito Crimi, secondo il quale “il problema rimane, il quesito è ingannevole e il governo è stato truffaldino e arrogante”. La senatrice Loredana De Petris ha evidenziato la necessità di leggere le motivazioni della sentenza, perché “se fosse stato dichiarato il rigetto solo per difetto di giurisdizione non ci sarebbero voluti tre giorni, sarebbero bastate due ore”.


Secondo Luciano Vasques, fra i legali che hanno curato il ricorso, non si è “avuto il coraggio di affrontare il tema”, evitando di risolvere “un grave problema di assenza assoluta di tutta verso abusi nella formulazione dei titoli e dei relativi quesiti nell’ambito del procedimento di referendum costituzionali”.

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Il costituzionalista Massimo Siclari ha rilevato invece che “sono sbagliate la strada e la procedura seguite dai ricorrenti” perché “un tribunale amministrativo non è il luogo adatto per tentare di aggredire una decisione che proviene da un organo della Cassazione, l’Ufficio Centrale per i Referendum”.

Lapidario il commento del senatore Pd Andrea Marcucci: “il quesito del referendum è del tutto conforme alla legge, i partiti del no si confrontino nel merito della riforma, invece di perdere tempo con inutili ricorsi”.

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