Regolamentazione della stampa: in UK si decide giovedì

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Regolamentazione della stampa: in UK si decide giovedì

Non soltanto in Italia si assiste in questi giorni a un acceso dibattito sul delicato equilibrio tra libertà di stampa e necessità di contenerne eventuali abusi. Se nella penisola è stato il caso Sallusti a dare il la a un’affrettata messa a punto di alcune leggi che regolano la punizione per certuni reati d’opinione, nel Regno Unito, culla della stampa periodica e da sempre paladino della libertà d’espressione, è stato lo scandalo intercettazioni, scoppiato ormai più di un anno fa, ad aver indotto il governo a considerare l’opportunità di formare un istituto di controllo dell’attività giornalistica.

Qualche mese fa Downing Street ha incaricato il giudice Leveson di condurre un’indagine approfondita sulle intemperanze di cui si sono macchiati in particolare alcuni tabloid (come il Sun e il News of the World) rei di aver condotto campagne giornalistiche particolarmente aggressive, non senza ricorrere a mezzi illegali, come intercettazioni telefoniche e ambientali, violando gravemente la privacy delle persone coinvolte. L’iniziativa è stata presa anche a seguito delle pressioni da parte di un movimento, capeggiato dall’attore Hugh Grant, di personaggi pubblici esausti di essere perseguitati da paparazzi senza scrupoli, i quali hanno chiesto a più riprese al governo di sanzionare per legge eventuali condotte improprie da parte della stampa britannica, fino ad ora regolamentatasi autonomamente tramite propri organi di controllo.

I risultati dell’indagine Leveson sono attesi per giovedì prossimo: il dossier conterrà dei suggerimenti al primo ministro Cameron su quale sia la migliore condotta da seguire. Data per assodata da tutto lo spettro politico la necessità di una riforma significativa, sono due le possibili linee-guida: o sollecitare la Press Complaints Commission (l’attuale ente regolatore della stampa) a effettuare un giro di vite nel punire un certo tipo di violazioni, oppure istituire ex-novo un organo di controllo governativo, di carattere politico.

Quest’ultima eventualità viene paventata come un attentato alla libertà d’espressione da numerosi esponenti di spicco del giornalismo britannico, nonché da parte di alcuni esponenti Tory di stampo più liberista. Il leader laburista Ed Miliband si dice invece propenso a un oculato intervento da parte dello stato, che sia in grado da un lato di rispettare l’autonomia della stampa, dall’altro di garantire il diritto dei cittadini alla privacy e ad essere informati in modo accurato e veritiero. In ogni caso, qualunque tipo di iniziativa Downing Street scelga di adottare, per il primo ministro David Cameron (per altro finito recentemente nell’occhio del ciclone a causa dei suoi stretti rapporti con l’ex direttrice del News of the World Rebekah Brooks, finita sotto arresto nel luglio 2011 nell’ambito dello scandalo intercettazioni) questo si prospetta essere un compito particolarmente impegnativo.

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