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Regolamento sui B&B e case vacanza Lazio: il Tar annulla

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Regolamento sui B&B e case vacanza Lazio: il Tar annulla

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Dopo aver scatenato polemiche e innescato numerose proteste da parte di B&B, affittacamere e ostelli della Capitale, il Regolamento della Regione Lazio riguardante le strutture ricettive extralberghiere, entrato in vigore a settembre del 2015, è stato bocciato.

Il TAR ha annullato, respingendone molti punti, il regolamento contenente “passaggi discriminatori e sul filo dell’irrazionalità”. L’entrata in vigore del nuovo regolamento colpiva moltissime strutture extralberghiere di Roma, vitali per l’accoglienza dei turisti e dei pellegrini, a maggior ragione in occasione del Giubileo della Misericordia indetto dal Papa Francesco Bergoglio.

Le motivazioni del regolamento facevano riferimento alla necessità di combattere l’abusivismo e l’evasione fiscale nel settore extralberghiero della capitale. Tuttavia, dietro a limitazioni troppo stringenti si intuiva la potenza delle lobby alberghiere di Confindustria e Confcommercio che da tali norme avrebbero potuto trarre solo vantaggio sia in occasione sia oltre l’Anno Santo.

Una delle norme più inique contenute nel regolamento, e oggi annullata dal TAR, prevedeva, per i B&B non non imprenditoriali, la chiusura di 120 giorni all’anno per la città metropolitana di Roma Capitale e di 90 giorni nei restanti comuni.

La penalizzazione riguardava anche le case vacanza e gli appartamenti in affitto turistico che, se prima non avevano un obbligo specifico di fermo, avrebbero dovuto chiudere 100 giorni all’anno.

Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, proposto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato Antitrust, ha posto a fondamento della domanda di annullamento del Regolamento la violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato, ed eccesso di potere sub specie del difetto di motivatone.

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