Renzi: decisione Unesco su Israele allucinante

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Renzi: decisione Unesco su Israele allucinante

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La decisione dell’Unesco di chiamare il Monte del Tempio di Gerusalemme con il solo nome arabo non ha soddisfatto Matteo Renzi,ora pronto a rompere con l’Ue

Il 18 ottobre l’Unesco ha adottato una decisione nei confronti di Israele che nega qualsiasi legame tra l’ebraismo e il Monte del Tempio a Gerusalemme. La risoluzione ha provocato l’ira del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, nel voto della scorsa settimana per l’approvazione della decisione, si era astenuto insieme ad altri 26 Paesi.

Il provvedimento condanna Israele su vari temi, in particolare sulla gestione dei luoghi sacri a Gerusalemme. La decisione dell’Unesco continua a riconoscere Gerusalemme come la città sacra per l’ebraismo, il cristianesimo e per l’islam. Tuttavia il Monte del Tempio viene, di fatto, ritenuto sacro solo per i musulmani, senza che la sua sacralità venga riconosciuta anche per gli ebrei. In particolare, per indicare il luogo, il documento non sua né il termine ebraico (Har Habayit), né quello inglese (Temple Mount), adottando solo le definizioni arabe di Moschea di Al-Aqsa e di Haram al-Sharif.

La risoluzione, che penalizza Israele, è stata ritenuta allucinante da Matteo Renzi, che, dopo il risultato del voto, si è schierato contro il provvedimento. Renzi, che aveva chiesto “espressamente di smetterla con queste posizioni”, si dice pronto a rompere l‘unità europea su questo punto. La linea italiana si è ulteriormente irrigidita, specie dopo l’approvazione della risoluzione.

La risoluzione era stata sostenuta dall’Autorità palestinese e voluta da Egitto, Libano, Algeria, Oman, Marocco, Qatar e Sudan. Esaminata e votata giovedì 13 ottobre dai 58 stati membri del consiglio esecutivo dell’Unesco, è stata adottata definitivamente senza il bisogno di una seconda votazione. Il testo era stato approvato da 24 Paesi e respinto da 6, mentre in 26 (Italia compresa) si sono astenuti. La decisione del Messico di astenersi è arrivata troppo tardi e, per questo, non ha avuto alcuna influenza. Nessuna nazione europea ha votato a favore del provvedimento.

Dopo la decisione del Consiglio, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha definito la situazioneteatrino dell’assurdo” e ha commentato “è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l’Egitto con le piramidi”. Anche se la direttrice generale dell’Agenzia, Irina Bokova aveva subito preso le distanze dalla decisione, sostenendo che Gerusalemme è uno spazio condiviso per le tre religioni e che non può essere per alcun motivo diviso, il testo è stato comunque approvato. In seguito all’approvazione la Bokova ha subito minacce di morte ed è stata rafforzata la sua scorta.

La decisione dell’Unesco rappresenta una denuncia nei confronti di Israele, che avrebbe violato gli accordi internazionali sulla questione del mantenimento dello Status Quo della Spianata delle moschee. Infatti proprio la continua incursione di estremisti della destra ebraica e dell’esercito nel sito archeologico ha spinto l’Agenzia internazionale ad intervenire, chiedendo a Israele di adottare misure per prevenire eventi che violino la santità dei luoghi. A questo si aggiunge la denuncia di scavi e lavori archeologici sostenuti unilateralmente da Israele, fatto che favorisce l’aumento di aggressioni e di misure illegali contro la libertà di culto dei musulmani.

In Italia in Presidente di Ucei (Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi di Segni) ha ritenuto gravissima l’astensione dell’Italia. Secondo il Presidente la decisione italiana è dettata da opportunismo e superficialità dell’Italia in politica estera. Senza una ferma opposizione si rischiano solo “fatti di odio e di sangue”.

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