Renzi contro il fronte del no: accozzaglia di tutti

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Renzi contro il fronte del no: accozzaglia di tutti

Matteo Renzi e il referendum che si avvicina. Il premier è andato all’attacco del fronte del no definendolo un’accozzaglia di tutti priva di un progetto.

Un volantino a casa di tutti gli elettori, questa l’idea presentata da Matteo Renzi in occasione di un comizio a Potenza a favore del sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. “Manderemo a casa di tutti un depliant”, ha annunciato il premier, “e tutti quelli che dicono che spendiamo soldi pubblici per farlo li quereliamo, poi facciamo un bellissimo fondo e diamo in beneficenza il risarcimento danni”.

Il fronte del no, accozzaglia di tutti senza ragionamento alternativo

Il presidente del Consiglio ha scelto di mostrarsi sicuro e combattivo in questo finale di campagna elettorale, scagliandosi fra l’altro contro le forze politiche sostenitrici del no, definendole una “accozzaglia di tutti”. “Se vince il no”, ha affermato Renzi, “si esce con l’ennesima accozzaglia di tutti senza un ragionamento alternativo, c’è una parte della vecchia classe politica che è sempre stata a favore delle riforme e ora è contro solo perché vuole tornare”.

“Questo referendum”, ha poi aggiunto, “sta mettendo insieme un gioco delle coppie fantastico.

D’Alema e Grillo, uno che sostiene la politica e uno l’antipolitica. Vendola e La Russa. E’ bellissimo. Siamo meglio di Maria De Filippi”.

Governo nato per fare le riforme

“Io sono un boy scout della provincia di Firenze che ha 41 anni”, ha invece detto il premier a un comizio a Matera, “l’idea di guidare questo Paese pro tempore mi fa venire i brividi. Non ho bisogno di aggiungere una riga al curriculum. Non è importante quello che faccio io, chi se ne frega di me. Ma la discussione di questa fase politica non riguarda me, non me ne frega niente del mio futuro”.

La conferenza stampa per i 1000 giorni del governo Renzi è stata invece l’occasione per un rimando ai cittadini. “Questo governo è nato per fare le riforme costituzionali, le abbiamo fatte e deciderà il cittadino se vanno bene o no. Nostro compito era anche portare a casa la ripartenza che va ancora piano ma è molto più forte di prima”.

I sondaggi non contano, secondo il premier

Infine, il tema sondaggi, dove il no sembra essere in vantaggio.

“Si potrebbe buttarla sul ridere”, ha scherzato Renzi, “dal momento che nel 2016 non ne hanno azzeccato una, non è che devono iniziare questa volta. Ma vedo la partita referendaria totalmente aperta in ragione degli indecisi. E le buone ragioni che ci spingono a lottare per il sì sono più forti che mai. Sono convinto che la maggioranza silenziosa degli italiani sappia scegliere sulla base del quesito poi potranno scegliere sì o no”.

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