Renzi show a otto e mezzo: al massimo due legislature COMMENTA  

Renzi show a otto e mezzo: al massimo due legislature COMMENTA  

Matteo Renzi mattatore. Quello di ieri sera è quello che – nel gergo del mondo dello spettacolo – si chiama di solito one man show.

Il Presidente del Consiglio, ospite di Lilli Gruber alla trasmissione Otto e mezzo, ha parlato di tutto, passando con disinvoltura dallo sport alla politica economica, dal sistema di tassazione alle previsioni su Pil e debito pubblico.

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Risposte colpo su colpo, da vero politico televisivo, senza incertezze.

Primo argomento è stata la polemica sulla presenza alla finale del torneo di Flushing Meadows, per assistere alla quale è stato utilizzato un volo di stato. “Si guardi ai costi di Palazzo Chigi prima e dopo la cura” ha detto Renzi “noi stiamo facendo i tagli sulla spesa pubblica, ma l’idea che le alte cariche dello Stato non si muovano con i voli di stato appartiene ad una dinamica molto populista. C’è gente che avrebbe chiesto a Pertini il computo per i voli di Stato per andare a prendere la nazionale dell’82”. “Se fosse stato calcio” ha poi concluso “nessuno avrebbe fatto polemiche, mi viene quasi il sospetto che andare a vedere due tenniste abbia fatto storcere la bocca, se era la Nazionale i politici sarebbero andati, lo sport deve unire, non facciamo polemiche”.

Dopo lo sport, si è passati alla politica internazionale, fra migranti (“su questa roba non ho mai vista l’Europa unita. Solo Italia e Malta furono decise a dire ‘smettete di pensare che sia il problema di un solo Paese'”) e situazione medio orientale, con tanto di frecciata a Berlusconi (“Putin cerca di preservare la prospettiva politica e non solo di Assad in assenza di una posizione della Comunità Internazionale. Il problema della Russia non si affronta con le sanzioni o con chi dice ‘vi risolvo il problema facendo una passeggiata in Crimea’. Non è così”).

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Infine Renzi ha parlato di politica interna, specificando in primo luogo che, se sarà rieletto, farà al massimo due mandati, e andando poi subito sul caldo tema della tassa sulla prima casa: “dal prossimo anno la tassa sulla prima casa non ci sarà più” ha ribadito il premier, aggiungendo che “in Italia il catasto non è aggiornato dal 1939: la definizione di casa di lusso o di benestante è impossibile da dare.

Però voglio dire che non se ne può più di questa storia della tassa sulla casa: la tassa sulla prima casa vale tre miliardi e mezzo, un terzo dell’operazione sugli ottanta euro”. E i conti statali? “Non c’è nessuno sforamento sui conti.

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La manovra finanziaria sarà da 27 miliardi e dal prossimo anno comincerà a scendere il debito”, “la crescita era prevista a +0,7%, nell’aggiornamento del Def che presenteremo venerdì in Consiglio dei ministri lo aggiorneremo a +0,9 per cento”.

Un’ultima considerazione riguarda l’introduzione della già ribattezzata Digital Tax: “dopo aver aspettato per due anni una legge europea, dall’1 gennaio 2017 immaginiamo una digital tax che vada a colpire con meccanismi diversi, per far pagare tasse nei luoghi in cui sono fatte transazioni e accordi”.

Tutte notizie positive, insomma.

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