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Report Istat qualità ambiente urbano, enormi sprechi di acqua

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Report Istat qualità ambiente urbano, enormi sprechi di acqua

È stato pubblicato ieri il report Istat aggiornato sulla Qualità dell’ambiente urbano.

Il rapporto, disponibile al link http://www.istat.it/it/archivio/173187, contiene informazioni molto interessanti relative alla qualità dell’aria (in miglioramento), ai consumi energetici (in diminuzione) e alla produzione dei rifiuti (stabile, ma con gli obiettivi per la raccolta differenziata ancora piuttosto lontani).

Nel dettaglio, secondo il report Istat, “nel corso del 2014 si rileva un miglioramento generalizzato della qualità dell’aria, soprattutto nelle città del Nord; i livelli per alcuni inquinanti permangono tuttavia elevati e in diversi capoluoghi si rilevano picchi nelle medie orarie o giornaliere”.

Per quanto attiene il settore dei trasporti, “la crisi degli ultimi anni ha avuto un impatto più contenuto sulla domanda di trasporto privata, intaccando marginalmente, solo negli anni più recenti, l’entità del parco circolante privato e condizionandone invece la trasformazione, non sempre nel verso di una maggiore sostenibilità. Per il terzo anno consecutivo diminuisce il tasso di motorizzazione, pur rimanendo comunque molto elevato, mentre il segno è di nuovo positivo per il numero delle autovetture circolanti e per le auto di nuova immatricolazione.

Anche la domanda di trasporto pubblico locale, che ha subito in particolare nel triennio 2011-2013 una contrazione molto consistente, torna crescere nel 2014”.

“Sono stabili i quantitativi di rifiuti urbani prodotti nei capoluoghi” recita il report, “mentre la raccolta differenziata cresce, ma è ancora lontana dai target fissati”.

“Sono in calo e inferiori a quelli del 2000 i consumi elettrici per uso domestico; scende anche l’uso del gas metano, mentre crescono le produzioni da fonti rinnovabili e l’impiego efficiente dell’energia delle amministrazioni comunali”.

Molto importante, e per nulla buona, la notizia relativa ai consumi idrici, visto che “diminuisce ancora nel 2014 il consumo domestico di acqua potabile, mentre rimangono elevate le dispersioni della rete di distribuzione”. In termini quantitativi, le reti nazionali di approvvigionamento idrico sono caratterizzate da una dispersione superiore al 35% (per la precisione 36.9%), un valore, senza mezzi termini, inaccettabile.

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