Rho: lavoro nero e caporalato tra i padiglioni della fiera COMMENTA  

Rho: lavoro nero e caporalato tra i padiglioni della fiera COMMENTA  

Polo fieristico di Rho Pero come Rosarno? A quanto pare si, visto che le tecniche di impiego sono grosso modo le stesse. Tre reclutatori, un italiano, un ecuadoregno e un salvadoregno sceglievano gli operai, italiani e stranieri senza un regolare permesso di soggiorno, tra quelli che bivaccano nel piazzale della fermata della metropolitana.


Una volta concordato il compenso, in genere dai 6 agli 8 euro all’ora, per circa una settimana di lavoro, senza contratto e naturalmente senza tutela, i prescelti venivano caricati su furgoni, provvisti  di pass falsi e consegnati agli addetti delle aziende che hanno l’appalto per l’allestimento dei padiglioni (aziende che ovviamente guadagnano sulla differenza dei miseri salari e sui mancati versamenti contributivi).

I carabinieri di Rho, lunedì e martedì scorso, quando si stavano smontando gli stand del Salone del Mobile, hanno effettuato controlli per accertare la regolarità degli operai impiegati ed il rispetto delle norme sulla sicurezza. I tre caporali sono stati scoperti e indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina mentre quattro aziende,  che facevano lavorare operai in nero, sono state denunciate a piede libero per violazione delle normative sul lavoro.

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