Ricerca USA, i bambini più generosi sono quelli atei COMMENTA  

Ricerca USA, i bambini più generosi sono quelli atei COMMENTA  

La religione, qualunque essa sia, insegna altruismo e amore verso il prossimo. Certo, è preferibile se quel prossimo condivida lo stesso credo, ma, in linea di massima, si parla di prossimo in maniera del tutto generica e generale.


Verrebbe perciò da pensare che i campioni di altruismo non possano che essere quei bambini cresciuti all’interno di famiglie praticanti, da un punto di vista della religione, ovvero quelle in cui mamma e papà, fra i vari insegnamenti che cercano di trasmettere alla loro prole, mettono fra le prime posizioni quelli derivanti dai precetti dei loro libri sacri. Solo che per l’uomo, animale complesso per eccellenza e, per di più, inserito in un contesto sociale sempre più complesso, il legame fra morale e religione non è affatto lineare e può essere molto diverso da quello che si potrebbe pensare.


E’ quanto sembra emergere da una ricerca condotta da un gruppo di sette università americane e pubblicata di recente sulla rivista Current Biology, basata sull’osservazione del comportamento di gruppi di bambini fra i cinque e i dodici anni provenienti dagli USA, dalla Cina, dal Canada, dalla Turchia, dal Sudafrica e dalla Giordania.

Uno degli esperimenti, ad esempio, consisteva nel distribuire ai bambini una serie di adesivi, in modo che i partecipanti non ne avessero ciascun in numero uguale, con lo scopo di osservare la tendenza alla condivisione.

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Risultato: spintoni e botte, soprattutto fra i bambini religiosi, che si sono dimostrati, a conti fatti, “meno generosi degli atei”.

“I bambini che crescono all’interno di famiglie religiose” è la conclusione cui sarebbero arrivati i ricercatori, “sembrano essere più drastici nel giudicare le azioni altrui” con il risultato che “la religiosità dei bambini condiziona anche le loro tendenze punitive“. Per contro, i bambini cresciuti atei, sembrerebbero essere “più empatici verso le sofferenze altrui”. “Alcuni studi precedenti avevano già dimostrato che le persone religiose non sono più inclini a fare del bene rispetto alle loro controparti non religiose” ha poi spiegato uno dei ricercatori, Jean Decety, “il nostro lavoro va oltre, dimostrando che sono meno generosi non solo gli adulti, ma anche i bambini”. “È un pensiero molto comune quello secondo cui la religiosità ha una correlazione positiva con l’autocontrollo e i comportamenti morali” ha ammesso Decety, precisando però che “tale punto di vista è, purtroppo, così profondamente radicato che le persone non religiose possono essere considerate moralmente sospette. Ma la relazione tra religiosità e moralità è in realtà controversa, e non sempre positiva”.

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