Ricercato per l’omicidio della convivente: preso in Tunisia grazie a Facebook

Cronaca

Ricercato per l’omicidio della convivente: preso in Tunisia grazie a Facebook

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Ricercato tunisino arrestato dopo aver pubblicato suo foto su Facebook

Ricercato dai Carabinieri ed arrestatodopo che aveva postato delle sue foto su Facebook. Il 30enne deve rispondere dell’omicidio di Alessia della Pia.

Il tunisino 30enne ricercato dal 2015 ed implicato nell’omicidio di Alessia della Pia, è stato catturato a Tunisi e rintracciato dopo che aveva diffuso alcune sue foto sul proprio profilo Facebook.

Alessia della Pia era stata trovata morta nell’ingresso del palazzo in cui viveva nella periferia di Parma il 6 dicembre del 2015. Da allora erano state avviate le ricerche dalle forze dell’ordine nei confronti dell’allora compagno tunisino, che tuttavia si era dato per irreperibile.

Mohamed Jella, questo il nome del 30enne tunisino, era stato considerato quale autore dell’omicidio della donna, e per tale ragione era finito nel mirino del Comando provinciale Carabinieri di Parma.

Oltre un anno di latitanza nel quale il tunisino aveva fatto perdere le proprie tracce, poi un errore fatale per il possibile assassino di Alessia della Pia, 39 anni al momento della scomparsa.

L’uomo ricercato infatti, ha postato alcune sue fotografie sul proprio profilo Facebook e questo ne avrebbe permesso prima l’individuazione e successivamente la cattura.

Tunisi è la città nella quale si era rifugiato, nel tentativo, poi fallito, di sottrarsi alla ricerca dei Carabinieri di Parma.

L’operazione che ha portato alla cattura del tunisino, ha visto coinvolto oltre al Nucleo Carabinieri di Parma, anche il Pubblico Ministero Andrea Bianchi ed il Servizio di Cooperazione internazionale di Polizia.

Tale task force si era resa necessaria in quanto Mohamed Jella era riuscito nel frattempo a dotarsi di documenti d’identità falsi, che almeno per un certo periodo gli avevano permesso di nascondersi nel suo Paese d’origine. Le foto su Facebook e quelle in possesso dei diversi uffici sulle sue tracce, hanno di fatto incastrato il latitante.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nel dicembre del 2015, Alessia della Pia prima di morire, sarebbe stata picchiata, poi con buona probabilità immersa nella vasca da bagno quando era ancora in una fase di agonia, e solo successivamente trascinata nell’ingresso del palazzo in cui viveva.

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