La generosità di un ricercatore napoletano: ‘5mila dollari per i cervelli in fuga e le cure anticancro’

Napoli

La generosità di un ricercatore napoletano: ‘5mila dollari per i cervelli in fuga e le cure anticancro’

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La generosità di un ricercatore napoletano: '5mila dollari per i cervelli in fuga e le cure anticancro'

Antonio Giordano è un ricercatore napoletano che ha fatto carriera negli Usa. Partendo da un post du fb, ha raccolto 5mila dollari per la ricerca.

Una storia bellissima, fatta di tenacia, coraggio e generosità, e che non è da tutti. Chissà se Antonio Giordano, che compierà tra pochi giorni 55 anni di età, aveva previsto questi risultati quando era più giovane e decise di seguire le orme di suo padre. Ricercatore napoletano (naturalizzato statunitense), Antonio Giordano ne ha fatta parecchio di strada. Adesso, infatti, lavora con successo e soddisfazione a Filadelfia, e ha ottenuto un importantissimo risultato partendo da un post su Facebook.

Sfida del ricercatore

Quella che Antonio Giordano ha lanciato è una sfida, ambiziosa e nobile. Il medico ricercatore aveva scritto su Facebook: «Aiutatemi a raggiungere l’obiettivo: sostenere studi di genetica per diagnosi e cure anticancro, malattie cardiovascolari, diabete e altre patologie croniche, promuovendo la formazione di giovani medici con umanità e professionalità». Con una speciale attenzione a Parthenope. L’iniziativa poteva essere un successo, oppure un misero flop.

Regalo di compleanno

Antonio Giordano, con questa richiesta, è riuscito ad ottenere donazioni per circa 5mila dollari, di cui 1300 incassati subito.

Il suo 55esimo compleanno, l’11 ottobre 2017, e alle porte, e, questa volta, ha voluto fare lui i regali. Il ricavato ricevuto sarà un’opportunità allargata per finanziare le ricerche scientifiche in corso all’Istituto Sbarro di Filadelfia, organizzazione no-profit che lui stesso ha fondato 25 anni fa. Nell’istituto dove stanno lavorando oltre 250 ragazzi, provenienti come lui dal capoluogo campano.

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Cervello in fuga

La ‘fuga‘ da casa è stato ciò che Antonio Giordano ha fatto subito, da neolaureato alla Federico II nell’ormai lontano 1986. Ma i fatti sono un po’ più complessi. La sua storia è narrata dallo stesso medico in un libro Monnezza di Stato per metà autobiografico, ma incentrato in particolare su Terra dei Fuochi, lavoro svolto in collaborazione con il giornalista Paolo Chiariello. «Ho vissuto la vicenda di mio padre, professore dell’istituto Pascale di Napoli che, denunciando tanti sbagli fu isolato da colleghi e politici: il suo scopo era solo quello di fare un’oncologia moderna e migliorare le condizioni degli ammalati.

Ma 20 anni fa lo ostacolarono». Da questa situazione è scaturita la voglia di partire per fare il ricercatore, incentivata proprio dal padre. Scrive Giordano: «Non un caso, ma allora io ero già partito: fui incoraggiato proprio da mio padre ad andar lì dove potessi realizzarmi».

Successo oltreoceano

Al di là dell’Oceano Atlantico, Antonio Giordano attualmente guida l’Istituto Sbarro, ed è docente alla Temple University, sempre a Filadelfia. Ma non ha dimenticato la sua patria, la sua terra dove è nato e cresciuto. Antonio Giordano è infatti anche presidente del comitato tecnico scientifico del Centro ricerche oncologiche di Mercogliano, in Irpinia, ed ha un corso di anatomia patologica all’ateneo di Siena. Porta poi avanti le ricerche su inquinamento e ambiente che erano state avviate dal padre. Questi sono gli italiani che ci rendono fieri e ci devono essere di esempio.

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