Ricordando la Liberazione e la Resistenza COMMENTA  

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Martedì 24 aprile, vigilia della festa di Liberazione, alle ore 20,30 al Teatro Duse, a Genova, si terrà lo spettacolo VI zona Storie di una formazione partigiana di Marcello Fera.


VI zona  è uno spettacolo in musica dedicato a vicende della lotta partigiana prodotto a Merano e presentato lo scorso maggio per la stagione Sonora e nell’ambito del festival Resistenze di Bolzano e quindi in estate a Cabella e Parodi Ligure. Approda ora a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, con il patrocinio del Teatro Stabile di Genova e dell’ ANPI.


Interpretato da studenti e attori non professionisti, lo spettacolo è stato ideato da Marcello Fera che ha ricavato la scrittura  teatrale da un testo di Manlio Calegari basato su testimonianze dirette degli eventi narrati. Sotto la guida della regista Johanna Porcheddu dopo un ciclo di formazione organizzato da Licei e ITC Merano e dall’Associazione Conductus, lo spettacolo è interpretato da Martina Bacher, Lorenzo Belgrano, Oscar Bettini, Karl Blumtritt, Michele Citarda, Lucas Da Tos, Gianluca Dominici e Tobia Peruzzi.  L’esecuzione musicale è affidata all’ensemble Conductus, le elaborazioni video sono di Giuseppe Tedeschi. Il suono è di Mauro Lazzaretto.


VI zona  ripercorre le storie individuali, le motivazioni e le emozioni di alcuni giovani che nel ’43 seppero inventarsi una nuova strada a partire dal rifiuto del fascismo e della sua guerra. Le voci dei protagonisti delineano la vicenda della più importante formazione partigiana locale che, nata come piccola banda, diventò un insieme omogeneo di unità (su tutte le divisioni Cichero e Pinan-Cichero) andando a costituire la VI Zona Operativa Ligure, che copriva un’area compresa tra il chiavarese, il piacentino, l’oltrepò e Genova.

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Non sono i fatti militari a tenere banco nei ricordi di chi c’era, ma l’esperienza umana e politica che coinvolse profondamente quei protagonisti, segnando le loro vite e il destino del nostro Paese. E’ così che diverse storie personali legate a una realtà specifica, assumono un carattere universale toccando temi comuni al movimento della Resistenza.

Attraverso gli occhi dei protagonisti, infine, si ricava un ritratto di Aldo Gastaldi Bisagno che della Sesta fu l’anima e la guida. L’idea dello spettacolo è nata dieci anni fa come reazione alla grave crisi democratica seguita ai tragici fatti del G8 di Genova, nel desiderio di tornare alla fonte almeno simbolicamente più importante del pensiero e dell’agire democratico nella nostra storia recente. Ne è nato un omaggio intimo, in parole, musica e immagini, al movimento partigiano. Un tributo alla straordinaria ricchezza di prospettive che questa pagina di storia porta in sé, lontano dalla retorica.

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