Rientro a scuola: come aiutare i figli a riabituarsi?

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Rientro a scuola: come aiutare i figli a riabituarsi?

Rientro a scuola: come aiutare i figli a riabituarsi?
Rientro a scuola: come aiutare i figli a riabituarsi?

Spesso fonte di preoccupazione per i più giovani, il rientro a scuola può essere motivo di apprensione anche per i genitori. Come prepararsi ad affrontarlo serenamente? Ecco i consigli dello psichiatra infantile Stéphane Clerget.

Con l’avvicinarsi della scuola, come aiutare nostro figlio a gestire le sue paure?

Stéphane CLERGET – In primo luogo, non bisogna immaginare che nostro figlio ne risentirà necessariamente. Al contrario, è proprio questo che potrebbe preoccuparlo: le paure percepite da un bambino sono spesso legate alle nostre. Inoltre si dovrebbe sapere che la maggior parte del tempo, non si può parlare di vera e propria paura, ma piuttosto di una forma di disillusione, perché le vacanze stanno per finire, e bisognerà rimettersi al lavoro. In generale, le “vere” preoccupazioni sono legate a un cambiamento importante. In altre parole, l’ingresso nella vita scolastica, per esempio in prima elementare. E in questo contesto, essere in ansia è normale o, addirittura meglio, in quanto significa che il bambino prende a cuore la sua vita scolastica e vuole impegnarsi.

Che cosa fare quando nostro figlio ha paura di tornare in classe se ha uno scarso rendimento a scuola o è poco integrato socialmente?

Basta dirgli che noi crediamo in lui, nelle sue capacità e che faremo tutto il possibile per aiutarlo.

L’estate è il momento in cui si tende a mettere da parte alcune regole di vita.

Come riprendere le buone abitudini senza problemi?

Questo è ciò che serve l’ultima settimana di vacanza. Andare a letto un quarto d’ora prima, ogni giorno, ridefinire gli orari dei pasti ragionevoli, ridurre l’uso di tablette o guardare meno la televisione … D’altronde è un peccato sprecare così tanto tempo davanti agli schermi. Esistono tantissime altre attività più produttive e arricchenti da svolgere. È molto importante godersi gli ultimi giorni di vacanza, condividere momenti di gioia in famiglia, che siano attraverso attività artistiche culturali o sportive. È a questo che serve la pausa estiva: a realizzare delle cose che, purtroppo, non è possibile fare durante il resto dell’anno, quando i genitori lavorano.

Notate che il bambino “si (ri)immerge” nel programma dello scorso anno?

Solo se si trova di fronte a reali difficoltà a scuola. E anche in questo caso, vorrei consigliare ai genitori di non fargli ripetere l’intero programma, ma solo i capitoli che non ha appreso del tutto.

Comunque, il prossimo anno scolastico servirà a farlo progredire. Sarebbe un peccato rovinare la fine delle vacanze. Anche in questo caso, è meglio privilegiare le attività, gli scambi diversificati: sono questi che aiutano davvero il bambino a crescere, ad aprirsi.

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