Rifoma Pac: la sintesi dell’accordo COMMENTA  

Rifoma Pac: la sintesi dell’accordo COMMENTA  

Il negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione Europea ha portato all’accordo sulle ultime questioni della riforma della PAC che erano ancora in sospeso, perché legate al Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020 (QFP 2014-2020). Il Servizio Economico di Coldiretti indica gli aspetti salienti dell’accordo, che riguardano: Pagamenti diretti, capping e regressività: per quanto riguarda gli elementi in sospeso per i pagamenti diretti è stata confermata la base dell’accordo del Consiglio tra i ministri del 25 giugno a Lussemburgo. Su degressività e capping il Consiglio ha sottolineato di aver fatto un grande sforzo nella direzione del Parlamento accettando una riduzione dei pagamenti diretti almeno del 5%, a partire da 150.000 euro. Tale percentuale di riduzione dovrà essere applicata sull’importo del pagamento di base (escluso il pagamento per il greening), previa deduzione dei costi del lavoro. Gli Stati membri che decidono di applicare il pagamento redistributivo (primi ettari) ad un livello minimo del 5% del massimale nazionale, possono decidere di non applicare la regressività. Gli importi così risparmiati rimarranno all’interno dello Stato membro o della regione interessata, saranno trasferiti alle rispettive dotazioni per lo sviluppo rurale, e potranno essere utilizzati senza requisiti di cofinanziamento.

Pagamenti diretti, convergenza esterna: Le dotazioni nazionali per i pagamenti diretti per ciascuno Stato membro verranno progressivamente adeguate in modo che gli Stati membri, il cui pagamento medio (€/ha) è attualmente inferiore al 90% della media UE, vedranno un graduale aumento delle loro dotazioni stesse. Inoltre, ogni Stato membro dovrà raggiungere un livello minimo entro il 2019. Gli importi disponibili per gli Stati membri che ricevono importi superiori alla media saranno adeguati di conseguenza. Flessibilità tra i Pilastri: Per quanto riguarda la flessibilità tra i pilastri è confermato l’accordo per il trasferimento dal primo al secondo pilastro per rendere disponibile fino al 15% dei massimali nazionali per le misure dello sviluppo rurale. Questi importi non dovranno essere cofinanziati. Gli Stati membri che non utilizzano la possibilità di trasferire i fondi dal 1° al 2° pilastro, possono decidere di rendere disponibile sotto forma di pagamenti diretti fino al 15% degli importi destinati alle misure dello sviluppo rurale, elevabile al 25% nel caso di Bulgaria, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Dotazioni Nazionali: le dotazioni per ogni Stato membro saranno incluse nel regolamento di base; vi sarà la possibilità di adeguare tali importi attraverso un atto delegato ove tecnicamente necessario o previsto da un atto legislativo.

Tassi di cofinanziamento dei programmi di Sviluppo rurale: Sui tassi di cofinanziamento per lo sviluppo rurale, il Consiglio si è detto disposto ad accettare la richiesta del Parlamento di aumentare (su base volontaria) il tasso di cofinanziamento dal 75% sino all’85% per le regioni meno sviluppate. Mentre il cofinanziamento rimane sino al 53% per le altre regioni e al 75% per le misure relative agli articoli 29, 30 e 31 (misure ago-ambiente-clima, biologico, siti natura 2000 e direttiva acque). Per la ripartizione del bilancio per lo sviluppo rurale, si è deciso di includere gli importi di questa ripartizione in un allegato al regolamento sullo sviluppo rurale, con il potere della Commissione di modificare tale allegato tramite atti delegati (con il controllo del Parlamento) e non tramite atto di esecuzione.

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