Riforma della sanità, scioperi e proteste in vista

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Riforma della sanità, scioperi e proteste in vista

“Molti esami che prescrivevano i medici sono stati tagliati perché inutili, anzi precisamente sono stati tagliati per fare spazio all’appropriatezza della prescrizione diagnostica, si fanno solo le diagnosi che servono e non quelle che non sono realmente necessarie, l’eccesso costa 13 miliardi allo Stato che invece potrebbero nel tempo essere redistribuiti nel Servizio Sanitario Nazionale”.

Queste sono le parole della ministra Beatrice Lorenzin, che difende a spada tratta il provvedimento del ministero della Salute per il taglio degli sprechi nel settore della sanità.

A colpire, soprattutto i diretti interessati, cioè i medici, è il fatto che, d’ora in avanti, potranno essere previste sanzioni pecuniarie in tutti i casi in cui vengano prescritti esami ritenuti, secondo il provvedimento, inutili.

“La sanzione” ha precisato la ministra Lorenzin “scatta sulla parte accessoria dello stipendio del medico dopo un contraddittorio, ma non parliamo di un singolo caso di errore”.

Sebbene i margini di discussione ci siano ancora – i sindacati, ad esempio, possono ancora presentare le loro osservazioni – le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra.

“Lo Stato” sottolinea Costantino Troise, segretario dell’Anaao, sindacato dei medici dirigenti “si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato”.

Alla luce delle “enormi criticità del Servizio Sanitario Nazionale”, la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) ha annunciato uno sciopero generale per il prossimo mese di novembre.

Gli esami a rischio di accusa di inutilità sono 208, secondo la lista emanata dal ministero.

Fra questi, gli interventi per l’estrazione e la ricostruzione dei denti, le radiologie, le risonanze magnetiche, gli esami del colesterolo e quelli di genetica. Per ciascuno degli esami, il ministero ha precisato le condizioni di derogabilità, fornendo una indicazione generale ai medici.

Il rischio, però, è che in realtà non si possa incasellare con una tale precisione una professione così complessa e delicata come quella medica. Inoltre, in molti hanno sottolineato l’esigenza di eseguire esami per poter escludere una determinata diagnosi, ipotizzando che, in tali situazioni, un eventuale esito negativo possa essere considerato indice di inutilità.

In definitiva, l’esecutivo di Matteo Renzi è alla ricerca di coperture per poter procedere al già proclamato taglio delle tasse, ed è in quest’ottica che andrebbe vista la sforbiciata sulla sanità.

Resta però da approfondire l’impatto a lungo termine.

Se i tagli che sta varando il ministero ridurranno le attività di prevenzione, come ritengono in molti, la conseguenza potrebbe essere un aumento delle situazioni di malattia conclamata, dove l’assistenza che dovrebbe offrire il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe rivelarsi più costosa dei semplici esami diagnostici.

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