Rilasciato satanista che uccise i genitori a colpi di ascia

Rilasciato satanista che uccise i genitori a colpi di ascia

Cronaca

Rilasciato satanista che uccise i genitori a colpi di ascia

satanista

E’ stato rilasciato Ivano Famiglietti, il ragazzo satanista che due anni fa uccise i genitori a colpi di ascia mentre dormivano per vizio totale di mente.

Due anni fa Ivano Famiglietti, ragazzo satanista, uccise i genitori nel sonno a colpi di ascia. Dopo una iniziale fuga, i carabinieri avevano arrestato il ragazzo che finì dietro le sbarre. Oggi il Tribunale di Avellino lo ha scarcerato in quanto ci sarebbero prove che testimoniano che al momento dei fatti, Famiglietti era sotto effetto di droghe e, quindi, incapace di intendere e volere.

Satanista

La clamorosa sentenza di assoluzione per Ivano Famiglietti, il giovane satanista di Frigento che due anni fa massacrò entrambi i genitori a colpi di ascia, getta la comunità di Avellino nella disperazione. Era il 12 novemnre 2015 quando Ivano straziò i corpi della madre e del padre senza alcuna pietà.

La sentenza del satanista, assistito dall’avvocato Gerardo Testa, è stata emessa dalla Corte d’Assise del Tribunale di Avellino. Presenti in aula anche gli psichiatri che hanno valutato il vizio totale di mente del giovane al momento dei fatti, oltre alla sua pericolosità sociale e l’incapacità di partecipare in modo cosciente al processo.

Ivano Famiglietti è ora ricoverato presso la struttura riabilitativa per l’esecuzione di misure si sicurezza di San Nicola Baronia.

Durante il massacro inneggiava a satana e, successivamente, si scoprì che era anche in contatto con una setta satanica del luogo.

Allarme stanismo

E’ dello scorso anno l’allarme lanciato a Pordenone dopo una serie di eventi molto strani successi nella città; resti di altari nelle case abbandonate, candele nere, scritte che evocano il demonio e a volte anche qualche arredo sparito da qualche chiesa.

Il Nordest, del resto, svetta ai vertici della classifica tra le zone a più alta concentrazione di sette sataniche a Pordenone il fenomeno delle messe nere è in forte crescita. L’adorazione di satana non conosce età anche se, attraverso l’utilizzo dei social network come Facebook e i suoi gruppi blindati, sono sempre più gli adolescenti pordenonesi ad avvicinarsi.

A spiegare i meccanisi dell’adescamento un esperto che chiede l’anonimato.

I ragazzini vengono avvicinati facendogli sentire sedute spiritiche con voci di sottofondo che somigliamo moltissimo a lamenti strazianti, agonizzanti che stanno ad indicare la sofferenza dei malati in punto di morte. A questi messaggi si associano carrellate di immagini macabre di pseudo rituali e di regole per entrare nella setta.

Questo avviene liberamente su Facebook. Poco tempo fa, infatti, avevamo letto il disperato appello lanciato da una madre di un ragazzo pordenonese: «Temo che mio figlio sia stato adescato dai satanisti tramite il computer. Aiutatemi», ma altre richieste di aiuto sono giunte subito dopo. Quell’appello era arrivato alla sede trevigiana del Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio – religiosa. Era proprio su Facebook che il ragazzo, 22 anni, era stato agganciato.

La storia

Il ragazzo satanista, Ivano Famiglietti, con problemi psichici e di tossicodipendenza uccise due anni fa i genitori a Sturno, Avellino, utilizzando un’ascia per colpire il padre e subito dopo la madre.

I carabinieri arrestarono il ragazzo dopo la fuga. Alcuni mesi prima del massacro fece irruzione nella chiesa del comune decapitando la statua del Santo patrono, San Michele Arcangelo.

Famiglietti aggredì i genitori all’interno della casa tra Sturno e Frigento per poi inseguirli all’esterno, dove tentarono di trovare la salvezza, e finirli con un numero imprecisato di colpi. Il satanista si era dato alla fuga nelle campagne circostanti dopo il duplice omicidio.

Famiglietti era in contatto con una setta satanica. Avrebbe infatti intrattenuto contatti via Facebook con una setta satanica. Prima del massacro aveva anche decapitato la statua di san Michele Arcangelo, patrono di Sturno, e in un’occasione successiva avrebbe anche vandalizzato un’altra statua del santo, in una cappella di campagna, portando via l’effige del demonio.

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