Rinnovare per sapere: ecco come l’antico diventa virtuale COMMENTA  

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E’ indubbio: la cultura, per essere tramandata di generazione in generazione, deve stringere amicizia con la tecnologia, ed evolversi con lei. Concetto molto facile da comprendere, ma solo in questi giorni attuato in maniera concreta.

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Una collezione di preziosi libri antichi della Biblioteca Universitaria norvegese Gunnerus è infatti diventata “virtuale” e tridimensionale grazie ai ricercatori dell’Istituto Tecip (Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione) e della scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Entrambi i team fanno parte del progetto Mubil per l’uso delle nuove tecnologie come strumento di divulgazione culturale. L’obiettivo del progetto è quello di sperimentare nuovi strumenti educativi per la consultazione di libri storici e garantirne una maggior diffusione.

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La collaborazione tra i ricercatori di robotica percettiva dell’Istituto Tecip, in particolare tra il Laboratorio Percro e la Gunnerus Library di Trondheim della Norwegian University of Science and Technology, è appena iniziata, ma dimostra fin d’ora quella determinazione che ben si accompagna alle rivoluzioni tecnologiche. E’ in atto una vera e propria sperimentazione di strumenti innovativi per la fruizione dei libri storici in possesso della biblioteca, basata su tecnologie di visualizzazione tridimensionale interattiva e di realtà aumentata.


La Gunnerus Library può già vantare, fortunatamente un’imponente collezione di libri antichi già digitalizzati, permettendo così la consultazione di opere altrimenti difficilmente esponibili al pubblico. La digitalizzazione non è però stata sufficiente per garantire la diffusione dei preziosi contenuti racchiusi in quei volumi. La biblioteca ha ritenuto indispensabile la ricerca di metodi innovativi per valorizzare il più possibile il proprio patrimonio librario.

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Per tutte queste ragioni si è attivata la collaborazione con l’Istituto Tecip, che attraverso i propri ricercatori metterà a disposizione il know-how del Laboratorio Percro, acquisito tramite collaborazioni con centri culturali e museali.

Per la precisione, il progetto si svilupperà in due fasi: un primo passaggio prevede la creazione e la realizzazione di un’ applicazione di “digital storytelling”, metodo di narrazione sempre più diffuso, particolarmente adatto in casi come questo, dove si narra attraverso una serie di immagini selezionate dai libri. Queste ultime prenderanno vita attraverso animazioni in 3D, per rendere più realistica la storia che descrivono. La seconda fase prevede la realizzazione di un laboratorio tridimensionale, da collocarsi all’interno della biblioteca, che consentirà ai visitatori di vivere esperienze virtuali, quasi come al cinema. Miracoli della tecnologia: stiamo parlando di libri e posso augurarvi “buona visione”!

 

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