Riparte la cassa integrazione nei primi due mesi dell’anno COMMENTA  

Riparte la cassa integrazione nei primi due mesi dell’anno COMMENTA  

Susanna Camusso
Susanna Camusso

Ha avuto gioco facile Susanna Camusso, affermando a proposito della riforma del mercato del lavoro che si può fare anche la più bella riforma del mondo, ma se non si agisce sullo sviluppo e sul versante della ripresa economica, i posti di lavoro non si potranno creare comunque. Come conferma il dato che viene reso noto dal suo sindacato, in base al quale a febbraio le ore di cassa integrazione sono state quasi 82 milioni, con una crescita del 49,1% su gennaio e del 5,16% rispetto a un anno fa. I lavoratori coinvolti nei processi in questione, nei primi due mesi dell’anno, sono stati 400.000 con un taglio del reddito per oltre 525 milioni di euro, pari a circa 1.300 euro per ogni singolo lavoratore. Un dato che la dice lunga sulla profondità della crisi che sta vivendo il paese e sugli effetti che la cosiddetta “recessione tecnica” sta dispiegando. Tanto da far dire a Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil, che “…è sempre più difficile immaginare una inversione di tendenza senza una ripresa nelle produzioni e nei consumi”. Sempre Scudiere afferma senza mezzi termini che il confronto sul lavoro è stato caricato di troppa enfasi ‘salvifica’: “Esso è sicuramente importante ma non influenza la domanda di lavoro, quest’ultima ha bisogno di scelte strategiche in una prospettiva di sviluppo e di crescita”.
Se si analizza nel dettaglio il dato fornito dalla Cgil, si scopre che il ricorso alla cassa integrazione ordinaria (cigo) è tornata a crescere prepotentemente a febbraio attestandosi ad un +23,90% sul mese precedente. L’unica consolazione, molto parziale del resto, è che la cassa integrazione ordinaria cresce meno di quanto si era atteso in considerazione del maltempo che ha imperversato sul paese nei due mesi presi in considerazione. Come a dire che poteva andare anche peggio. E mentre si carica di significati impropri la discussione sulla riforma del mercato del lavoro, si viene a sapere che nel corso dell’ultimo vertice tra Monti e i partiti che lo sostengono, si è ancora una volta rimandata la fase della crescita.


 

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