Riprende lo sgombero del campo profughi a Calais

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Riprende lo sgombero del campo profughi a Calais

Riprende lo sgombero del campo profughi a Calais

Questa mattina la tensione è tornata a crescere a Calais, dove sono riprese le operazioni di smantellamento del campo profughi, dopo l’interruzione di ieri per la rivolta che ha costretto la Polizia a intervenire in tenuta anti sommossa.

La Giungla, così è stato chiamato il campo profughi, è destinata a essere completamente smantellata, abbattendo le numerose baracche in cui i profughi si rifugiavano fino a qualche giorno fa. In 4 sono stati arrestati, mentre 150 hanno riportato delle ferite durante le proteste. Da ieri mattina, alcuni profughi hanno iniziato a lanciare pietre contro le camionette della Polizia, la quale ha risposto con il lancio di lacrimogeni e cariche.

L’iniziativa di smantellare il campo è venuto direttamente dal Governo francese, che ha predisposto il trasferimento dei profughi in altre regioni del paese. I migranti, però, non si fidano di quanto affermato dalle autorità, pensando di non aver più la possibilità di raggiungere il Regno Unito, la loro destinazione finale.

Anche al confine tra Macedonia e Grecia la situazione non è migliore: i migranti, bloccati dal muro di filo spinato, con l’aiuto di pali hanno alzato la recinzione, riuscendo così a passare il confine.

Anche qui è scoppiata una rivolta all’arrivo della Polizia. Il numero massimo di migranti che possono entrare in Macedonia è 580, in accordo alle decisioni prese dagli altri paesi balcanici.

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