Rita Borsellino non vuole fiori dalle istituzioni

Roma

Rita Borsellino non vuole fiori dalle istituzioni

 

Una Rita Borsellino giustamente indignata dichiara: “Mi sento schiaffeggiata da questa notizia”. Le amare parole sono dettate dalla rabbia di aver appreso che il Quirinale ha sollevato un conflitto di attribuzioni alla Consulta contro la Procura di Palermo. Rita è , purtroppo abituata, ai gesti infami scaturiti dalle Istituzioni, ma non si piega né intende porgere l’altra guancia, come fece nel 2007 , quando Giorgio Napolitano sollecitò l’istruttoria che avrebbe concesso la grazia all’ex funzionario del Sisde Bruno Contrada. La donna incalza parole con parole di fuoco: “ La sensazione di essere schiaffeggiati credo l’abbiano provata tutti gli italiani. Non ce l’aspettavamo dal Capo dello Stato una presa di posizione così netta e grave nei confronti della Procura di Palermo, nel momento in cui quest’ultima cerca di fare chiarezza tra depistaggi e sentenze indotte. A pochi giorni dall’anniversario della strage, ci viene detto che delle intercettazioni tra Mancino e il Presidente la gente non deve sapere nulla.

Ma tutti quanti abbiamo il diritto di conoscere tutto ciò che può servire a scoprire la verità. Siamo stanchi di sentire solo i” non so “e i “non ricordo”. Quando abbiamo gli elementi concreti è giusto che siano messi a disposizione. Quando abbiamo gli elementi concreti è giusto che siano messi a disposizione. Io voglio sapere se Mancino è una persona che effettivamente sta facendo il doppio gioco. Se i magistrati abbiano violato la legge sull’immunità del Capo dello Stato o non questo dovrà essere stabilito. Intanto mi ritrovo sul piatto della bilancia la Presidenza della Repubblica che dice che ciò che è accaduto non è lecito, ma anche la Procura di Palermo che afferma il contrario.”

Ragionevolmente con l’ignobile volontà di insabbiamento dell’intera vicenda, Rita Borsellino fa sapere che, in occasione dell’anniversario della strage in cui perse la vita il fratello, non vuole fiori in Via D’Amelio, né altri simboli di morte: “ noi vogliamo ricordare la vita di Paolo Borsellino.

Vogliamo che lì dove ci sono dei dubbi che investono le istituzioni, non ci siano simboli che le rappresentano. Paolo diceva che le istituzioni sono sacre. Purtroppo oggi abbiamo troppi elementi per confermare quello che lui diceva: ci sono state persone che in quelle istituzioni hanno tradito. Non vogliamo correre il rischio che i simboli si possano confondere con le persone, perché ancora oggi non sappiamo chi sono i traditori”. Insomma niente ipocrisia per favore!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche