Ritorna il Festival Gender Bender a Bologna COMMENTA  

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Ritorna il Festival Gender Bender a Bologna
Ritorna il Festival Gender Bender a Bologna

Il festival internazionale Gender Bender sull’identità di genere torna a Bologna con la sua XIII edizione.

Il Gender Bender è un festival interdisciplinare che raccoglie arti differenti come musica, danza, cinema, teatro, performance, mostre, party, convegni di letteratura. Le nuove rappresentazioni del corpo, dell’identità di genere e di orientamento sessuale saranno al centro degli spettacoli e incontri della trecidesima edizione bolognese. Tra gli obiettivi del Festival Gender Bender quello principale è offrire al pubblico un contributo di carattere sociale, umano e culturale per la costruzione di una società più ricca che apra finalmente gli occhi sui cambiamenti della cultura contemporanea europea e mondiale.

L’inaugurazione avverrà il 31 ottobre a Il Cassero LGBT Center di Bologna a partire dalle ore 17.00 con incantesimi, giochi di prestigio, apparizioni e un brindisi d’apertura, in compagnia di The man inside Corinne, figura di spicco della scena parigina underground.


Il Festival continuerà con ben oltre 70 appuntamenti in 9 giornate, fino all’8 novembre 2015. Il ricco calendario di eventi vede susseguirsi 14 spettacoli, 22 prime nazionali, 25 film e documentari, 4 party, 2 esposizioni, laboratori e progetti per bambini e adolescenti.


Il Festival Bender Gender da quest’anno ha ottenuto un importante riconoscimento: è entrato a far parte di EFFE, il circuito di festival internazione che l’Europa sceglie e consiglia per la promozione della cultura e per lo straordinario lavoro di ricerca.

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Ben 16 le location dove il Festival si svolgerà e 8 le sue sezioni: dalle arti visive al cinema, dalle conversazioni alla danza, dalla musica al teatro, dai party ai laboratori.

Tra gli eventi da non perdere sicuramente le prime dal mondo della danza contemporanea e del cinema.
Gayby Baby di Maya Newell, ad esempio, è un originalissimo e toccante documentario che racconta l’esperienza di quattro ragazzi e ragazze cresciuti in famiglie omogenitorali. Si tratta ovviamente di una testimonianza preziosa che che aggiunge all’attuale dibattito sulla genitorialità delle persone gay e lesbiche l’inedito sguardo dei figli.

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