Ritorneranno i manicomi

Roma

Ritorneranno i manicomi

 

Come sapete lo scorso 17 maggio è stato preso in esame dalla Commissione affari sociali della Camera ,il testo base unificato di riforma della legge 180/78, tristemente nota come “riforma Basaglia”. La legge diede vita ai manicomi e permise di iniziare percorsi di crescita e progresso in tema di cura e diritti delle persone affette da disagio mentale. Apparentemente il provvedimento, se fosse applicato in maniera corretta e seria, potrebbe sembrare “cosa buona e giusta”, tuttavia in questi anni le cose non sono andate propriamente bene: mentre in molte aree del paese le delicate questioni psichiatriche venivano affrontate con tecniche all’avanguardia, altre restavano a livelli da Italia umbertina, fino all’onta dell’esistenza ancora di 6 OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), dove sono negati ancora oggi, i basilari diritti di umanità, libertà e dignità a circa 1500 pazienti. Entro il 1 febbraio 2013 i sei istituti, simili più a lager nazisti che a istituti di rieducazione,verranno chiusi o almeno riconvertiti, e gli “internati” presumibilmente reinseriti nel tessuto sociale delle città di appartenenza: peccato tuttavia che non ci siano fondi necessari da dare alle regioni.

C’è da chiedersi dunque che fine faranno i poveri “matti”? La risposta tarda ancora ad arrivare. Al momento, la Commissione affari sociali della Camera ha deciso solo di prendere in esame il testo; il resto verrà affrontato non si sa quando . Oramai sono due anni che tale testo balza da una parte all’altra per cercare di raggiungere il cammino del livello legislativo e fortunatamente, ancora non hanno permesso di farlo diventare legge, ma presto a tardi l’incumo si potrebbe materializzare, difatti il contenuto espresso dai 12 articoli che lo compongono, ridisegnano in peggio, lo scenario assistenziale in psichiatria nel nostro paese, catapultando indietro di almeno 30 anni.

Il testo riassume il peggio di vari disegni di riforma, fatti durante il passato Governo Berlusconi, da 8 parlamentari di centrodestra: Giuseppe Marinello (PDL e odontostomatologo), Guzzanti Paolo (PDL e giornalista), Emerezio Barbieri (PDL e consulente aziendale), Carlo Ciccioli (PDL e psichiatra), Giorgio Jannone (PDL e commercialista), Guglielmo Picchi (PDL e dirigente bancario), Fabio Garagnani (PDL e funzionario), Massimo Polledri (LN e neuropsichiatra infantile). Inutile sottolineare che su 8, appena 3 sono dei “tecnici” (anche se di questi tempi è meglio diffidare di loro) , tra cui spicca Carlo Ciccioli, psichiatra di Ancona, esponente del FUAN (l’organizzazione giovanile del neo-fascista Movimento Sociale Italiano della prima repubblica) degli anni ’70.

Personaggio passato agli onori delle cronache soprattutto per l’uso sconsiderato che faceva in gioventù delle armi da fuoco. Alcuni ricordano come durante un comizio elettorale a Jesi, abbia insultato pesantemente un vigile che gli aveva chiesto di rimuovere l’auto da un area non autorizzata al parcheggio. Ma ritorniamo al testo. E’ suddiviso in: 1. principi generali, 2. attività di prevenzione, 3. attività di cura, 4. interventi sanitari obbligatori e necessari, 5. trattamento sanitario necessario extraospedaliero, 6. attività di riabilitazione, 7. rapporto tra DSM e università, 8. obbligo del medico psichiatra del domicilio di recarsi al domicilio del paziente, 9. obbligo di informazione nei confronti dei familiari, 10. disposizione per garantire l’incolumità dei familiari, 11. adempimenti delle regioni, 12. copertura finanziaria.

Diversi sono gli elementi da analizzare. In primo luogo un allargamento dei campi di intervento dei DSM (Dipartimenti di Salute Mentale) con in più maggiori strutture per trattare in speciale modo le “urgenze”: aree apposite, personale dedicato, equipe mobili, etc.

In sede di commissione sono stati espressi forti dubbi sul reperimento di fondi necessari.

Poi significativo l’ultimo passaggio dell’articolo 2, al comma secondo, dove si sottolinea che: “ [il DSM ha]… come obiettivo la continuità degli interventi psichiatrici per l’intero ciclo di vita”.

Le parole utilizzate, ovvero: cura, inserimento, socializzazione, riabilitazione, prevenzione saltano di fronte alle nette intenzioni di “istituzionalizzare” l’essere umano. E’ malato oggi, malato sempre, in una prospettiva non molto chiara di che cosa si voglia fare in quanto, all’articolo 3 si auspicano: “adeguate e tempestive indicazioni per risolvere problematiche specifiche”.

Evidentemente nessuno dei politici ha mai avuto a che fare con una persona affetta da disagio mentale, nè con una persona normale in generale. Il problema del disagio mentale non può essere affrontato con tempestive indicazioni, neanche interventi, risposte, trattamenti, ci vogliono anni e anni di cure a360°, ci vuole amore, pazienza e abnegazione e magari i risultati non verranno mai!

Sappiamo che l’elttroschock di Ewen Cameron in Italia non si può usare, ma ci sono ancora fior di medici pronti a propinare le peggio porcherie farmacologiche, spesso con effetti collaterali devastanti, per non dire che nel 100% dei casi si rivelano inutili, pur di fare incassare quattrini al sistema sanitario nazionale.

L’articolo 4 i prende invece in esame gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori.

(ASO e TSO), quest’ultimo diventa TSN (Trattamento sanitario necessario). Il TSN dura 15 giorni (si raddoppiano quindi i sette giorni attuali previsti per il TSO).

La precedente versione della proposta parlava di 30 giorni. Il comma 7, sempre poi dell’articolo 4, spiega le motivazioni del TSN, quando: a) esistano condizioni cliniche che richiedono un trattamento terapeutico urgente; b) non vi sono diverse possibilità di trattamento, anche in relazione al contesto di vita del paziente e al suo livello di autonomia; c) l’assenza di trattamento sanitario comporta comunque un serio rischio di aggravamento per la tutela della salute del malato, non essendo il paziente consapevole della malattia e rifiutando gli interventi terapeutici.

E’ in sostanza il fulcro di tutta la proposta che evidenza la totale arbitrarietà decisionale nell’elargizione del TSN.

Ricordiamo che l’uso di tali “bombe ” che in passato ha provocato parecchie vittime, rischierebbe di diventare pratica diffusa e quotidiana, riportando alla detenzione psichiatrica di fascista memoria.

Anche perché a quanto proposto si aggiunge il TSNE (Trattamento sanitario necessario extraospedaliero) che può arrivare a sei mesi fino ad un massimo di dodici (nella precedente versione non c’era limite).

La “delinquenza e la malafede” di fondo , trovano il coronamento nella decisione di introdurre la presa in carico da parte di una serie di strutture “accreditate” che potrebbero seguire il malato a tempo prolungato=all’infinito. Tradotto in termini spiccioli: i privati potranno alla creare una miriade di neo-manicomi che costeranno tantissimo, e produrranno solo istituzionalizzazione, alienazione, profitto selvaggio, trattamenti disumani e moltiplicazione della menzogna psichiatrica all’infinito.

Se consideriamo i tempi di crisi in cui viviamo, che stanno facendo registrare preoccupanti casi di depressione, ansia sociale e suicidi , è paventabile un aumento dei disturbi e delle fragilità psichiche, legate strettamente al fatto di essere senza lavoro, non poter studiare, non avere una pensione adeguata, all’essere donna e mamma discriminata sul lavoro, all’essere militante attivista, tossico ecc..

Se consideriamo altresì che la società capitalista vive delle debolezze altrui, della gioia di esercitare controlloe e dell’aumentare profitti ad ogni costo, si deduce che non basteranno le prigioni a contenere i riottosi, ma si tornerà ai classici vecchi manicomi, specie se questi possono fruttare quattrini su quattrini a costo zero.Sappiamo del resto che in molte strutture private riabilitative, dietro la finta mascherata del reinserimento sociale si pratica l’ergo-terapia, cioè si “cura” il disagio facendo lavorare la persona a gratis. Facile prevedere cosa potrebbe accadere se si lasciasse ai capitalisti affamati la possibilità di concertare sulla “pazzia” altrui e decidere arbitrariamente di trattarla secondo la legge!

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