Ritrovato lo stemma di Totò: era destinato ad arredare una villa nel Nord Italia COMMENTA  

Ritrovato lo stemma di Totò: era destinato ad arredare una villa nel Nord Italia COMMENTA  

L’originale arredo di una lussuosa villa del Nord. Era questo, probabilmente, il movente del furto dello stemma di Totò, ritrovato stamane nelle campagne che circondano il quartiere periferico di Marianella. Un furto su commissione, questa l’ipotesi più accreditata tra gli inquirenti: lo stemma che Totò costruì con le proprie mani negli anni ‘50 era destinato ad arredare una ricca villa nel Nord Italia. Accanto allo stamma nobiliare della famiglia De Curtis sono stati ritrovati anche gli arredi della cappella dove riposa Enrico Caruso, celebre tenore napoletano.
La refurtiva era nascosta in un nascondiglio ricavato in un terreno di campagna a Marianella, nella periferia nord della città. Gli agenti della squadra mobile l’hanno riconsegnata, tra gli scatti dei fotografi, alla nipote del principe della risata, Diana De Curtis, figlia di Liliana. Il furto del blasone in marmo, peraltro di scarso valore economico, aveva levato un coro unanime di disprezzo per quello che tutti hanno considerato una vera e propria profanazione di uno dei simboli di Napoli. Una storia cominciata male e finita nel migliore dei modi che però non cancella l’indignazione per l’ennesimo episodio di degrado metropolitano.

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