Roberto Valente, 37 anni, lavoratore COMMENTA  

Roberto Valente, 37 anni, lavoratore COMMENTA  

Mentre si discute sull’utilità o meno della presenza italiana in Afghanistan, questo blog vuole ricordare – senza false retoriche – Roberto Valente, il militare napoletano caduto nell’ agguato di ieri che ha visto morire altri cinque commilitoni italiani.

servizio di adnkronos

Lo si vuole ricordare come un lavoratore del Sud emigrato al Nord che, dopo un decennio, aveva ottenuto il trasferimento in una sede militare campana.

Roberto Valente era entrato nell’arma a 20 anni – non si sa se per scelta o perché obbligato dalla disoccupazione. Negli ultimi anni ha partecipato a diverse missioni di “pace” nei conflitti di casa nostra (vedi organizzazioni criminali) e internazionali (E’ stato due volte in Bosnia e Erzegovina, due in Afghanistan, una volta in Iraq e in Albania) .

In ogni caso, una vita di sacrifici per assicurare un futuro alla sua famiglia.

Sui blog e community di tutta Italia, non si contano i commenti.

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Uno tra questi mi colpisce in modo particolare: dirò una banalità….. ma xchè quasi sempre ragazzi del sud?

La risposta è contenuta nel bellissimo commento di Roberto Saviano:

Anche lui uno dei ragazzi della mia terra arruolati: nella polizia, non nell’esercito. Arruolarsi, anche, per non dover partire verso il Nord, alla ricerca di un lavoro forse meno stabile, dove sono meno certe le licenze e quindi i ritorni a casa, dove la solitudine è maggiore che fra i compagni, ragazzi dello stesso paese, della stessa regione, della stessa parte d’Italia. E poi anche per il rifiuto di finire nell’altro esercito, quello della camorra e delle altre organizzazioni criminali, quello che si gonfia e si ingrossa dei ragazzi che non vogliono finire lontani.

Allora vogliamo ricordare Roberto Valente e i suoi commilitoni come uomini morti con onore sul lavoro.

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