Roghudi, il borgo fantasma nell’Aspromonte COMMENTA  

Roghudi, il borgo fantasma nell’Aspromonte COMMENTA  

Una vacanza in Calabria è considerata sempre una buona idea. Il mare è stupendo e le attrazioni turistiche non mancano di certo. Ma se è proprio lì che si ha in programma di andare, allora è bene sapere che questa regione nasconde luoghi sconosciuti e con una storia del tutto particolare.


Il borgo fantasma di Roghudi

Partendo ad esempio da Melito Porto Salvo, provincia di Reggio Calabria, e proseguendo fino a superare Roccaforte del Greco, si può raggiungere l’antico borgo di Roghudi. Non che è un gruppo di vecchie case, incastrate nella roccia sulla cresta di un’altura, disabitate da quarant’anni, ma il fascino del luogo è enorme. Roghudi fu abbandonata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, quando, a seguito di un’alluvione, le autorità dichiararono il borgo inagibile. Gli abitanti lasciarono le loro abitazioni costruite sull’orlo del precipizio e si trasferirono in quella che oggi è Roghudi Nuova. Secondo le testimonianze, si trattava di persone per lo più analfabete e abituate a esprimersi quasi soltanto in greco.


Le antiche leggende di Roghudi

Si dice anche che, per via di alcune antiche leggende, qualcuno si sentì addirittura sollevato dal potersi allontanare dal vecchio borgo.

Qualcuno di quegli abitanti è ancora in vita e continua a tramandare, ad esempio, la storia delle Anarade, donne con zoccoli animali al posto dei piedi, che cercavano in tutti i modi di uccidere le abitanti di Roghudi per avere la possibilità di accoppiarsi con gli uomini.

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La popolazione costruì, per proteggersi, dei cancelli, ancora oggi esistenti, nei pressi di Plachi, Pizzipiruni e Agriddhea. Un’altra storia parla invece di un drago che custodiva un gigantesco tesoro e di un masso dalla forma così particolare che, si dice, non può essere il frutto di cause naturali. Il masso è ancora lì, non distante dal centro di Roghudi. Il tesoro, invece, non è mai stato trovato. Almeno finora.

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