Roma 2024, Malagò: persa credibilità internazionale dell’Italia COMMENTA  

Roma 2024, Malagò: persa credibilità internazionale dell’Italia COMMENTA  

roma 2024

Il no alle Olimpiadi Roma 2024 potrebbe avere ripercussioni a lungo termine. In gioco la credibilità internazionale dell’Italia, secondo Malagò.

La prossima settimana il consiglio comunale della Capitale voterà la mozione per il ritiro della candidatura a Roma 2024, ma la posizione dell’amministrazione cittadina è chiara: il no è definitivo. Il Coni ne ha preso atto e, alla conclusione della riunione dell’esecutivo nazionale, tenutasi ieri a Cagliari, il presidente Giovanni Malagò ha tirato le conclusioni, senza nascondere l’amarezza.


Persa la credibilità internazionale dell’Italia, niente candidature per i prossimi vent’anni

“Questo” ha spiegato Malagò riferendosi alla candidatura alle Olimpiadi, “è un tavolo a tre gambe, con Comune, Governo e Coni.

Senza una gamba la candidatura perde forza, accettiamo questa situazione consapevoli della perdita di credibilità internazionale”. “Tutto può succedere” ha poi aggiunto Malagò, “ma mi sembra improbabile che ci ossa essere un’altra candidatura alle Olimpiadi nei prossimi vent’anni”.

Il presidente del Coni ha parlato di un “rammarico enorme”, perché “siamo stati fermati a corsa iniziata, a due terzi”. “Non è vero” ci ha poi tenuto a precisare, “che le Olimpiadi di Roma del 1960 abbiano lasciato tutti questi debiti, e tutti sanno che l’impatto sull’ambiente sarebbe stato minimo, regolato com’è da severi dispositivi”.

Nessuna azione legale da parte del Coni, ma altri potrebbero sollevare il problema

A proposito del possibile danno erariale, Giovanni Malagò ha ribadito la posizione espressa già qualche giorno fa.

“Noi non facciamo nulla, ma siamo ente pubblico e se qualcuno dovesse sollevare il problema noi gireremmo le responsabilità a chi di competenza”. Secondo le attuali valutazioni, per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 sarebbero già stati spesi 20 milioni di euro.

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Fra i primi a parlare di danno erariale c’è stato il leader della Lega Matteo Salvini, che si è detto pronto a presentare un esposto. Da Roma, portavoce della giunta Raggi hanno già chiarito che, in caso di azioni legali, saranno pronti a rispondere punto su punto.

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