Roma, ai clienti delle prostitute multe spedite a casa COMMENTA  

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A Roma le multe arriveranno a casa
A Roma le multe arriveranno a casa

A Roma le multe arriveranno a casa, questa è la proposta di Rossella Matarazzo, vicecapo di gabinetto del sindaco Marino e dedicata ai clienti delle prostitute. L’dea è infatti quella di inviare direttamente a casa dei clienti delle lucciole, le salatissime multe sperando in questo modo di arginare il problema della prostituzione lungo le strade della capitale.


L’idea per il momento è rimasta tale, il regolamento infatti, è ancora in fase di stesura e deve essere discusso ed eventualmente approvato dalla giunta comunale di Roma.


Il regolamento della polizia urbana di Roma si è fermato e non è stato più rivisto da ben 70 anni, pertanto la Materazzo ha creduto opportuno rivedere alcune questioni e tra queste proprio il tema della prostituzione.


Il regolamento in fase di preparazione prevede una multa pari a 500 per chi si intrattiene con una prostituta ed anche una multa di importo inferiore per la prostituta. Le multe che arriveranno a casa recheranno l’indicazione della sanzione, il luogo dove è stata commessa la violazione del codice della strada e l’ora. Sicuramente molte mogli e fidanzate non gradiranno scoprire le scappatelle dei loro compagni.

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Con questo tipo di multa si cercherà di restringere il fenomeno della prostituzione, che sta ormai dilagando in quasi tutte le strade secondarie e non solo della capitale. Ma c’è di più, con una parte del ricavato delle multe si attueranno dei progetti per aiutare le prostitute vittime di tratta a ricominciare una nuova vita, lontane dalla strada e soprattutto dagli sfruttatori.

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1 Commento su Roma, ai clienti delle prostitute multe spedite a casa

  1. Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell'Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
    In effetti, tale situazione è una palese violazione della privacy, con tanto di possibile indennizzo in merito per chi l'ha subita.

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