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Roma, don Dino si difende: erano solo provini hard

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Roma, don Dino si difende: erano solo provini hard

Il prete 68enne di una parrocchia di Viterbo arrestato insieme ad altre sette persone dalla polizia, 21 maggio 2015 a Roma, nell'ambito della vicenda dei ragazzini (dai 13 ai 17 anni) che si prostituivano nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria all a Stazione Termini. In casa del religioso durante una perquisizione, è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Don Dino, il sacerdote 68enne di Fiumicino accusato di pedopornografia e sfruttamento della prostituzione minorile, coinvolto nell’inchiesta su un giro di baby gigolò alla stazione Termini, ha respinto così le accuse nei suoi confronti: “Non ho mai pagato i ragazzini rom per avere prestazioni sessuali, quelli erano solo provini per film a luci rosse”. Secondo quanto riporta il “Messaggero” il prete si è dipinto come un benefattore dinanzi ai giudici: “Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi, così alcuni ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato credendo di aiutarli, ma non ho mai sfiorato un bambino e mai preso soldi”.

Pare che don Dino sia anche un abile scrittore, visto che ha riscritto la Bibbia con 12 bambini al posto degli apostoli ed in chiave decisamente erotica. I ragazzini rom hanno depositato i racconti choc ai pm, sottolineando che il giro non si limitava alla stazione Termini.

Sergio Ruperto, legale del sacerdote, ha spiegato che Don Dino si recava alla stazione Termini per aiutare i barboni e fare beneficenza, avvalorando la tesi dei book fotografici per provini hard.

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