Roma: scandalo sulle concessione deli Punti verdi - Notizie.it

Roma: scandalo sulle concessione deli Punti verdi

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Roma: scandalo sulle concessione deli Punti verdi

 

Ennesimo scandalo al Comune di Roma :questa volta riguarda le concessioni gratuite dei Punti Verdi qualità a imprese private di enormi aree verdi per 33 anni, per progettare e realizzare attività commerciali in cambio della manutenzione ordinaria e straordinaria dei siti. Il Comune attualmente ha firmato 600 milioni di euro di fideussioni per la realizzazione dei lavori da parte delle imprese, il 95 % dell’importo complessivo necessario per ogni singolo sito. Il progetto si è rivelato un flop colossale, ma ,quel che è peggio sono stati sprecati troppi soldi ed è sull’eventuale danno erariale che stanno indagando i magistrati della Procura e quelli della Corte dei Conti. Al momento infatti è stato realizzato ed è funzionante uno su tre Pvq, mentre gli altri sono ancora in fase di progettazione. Neanche a dirlo sono arrivate una valanga di denunce da parte dei romani per le pessime condizioni in cui versano i parchi Quattro mesi fa ci sono stati i primi arresti, si tratta degli architetti del Comune Stefano Volpe e Maria Parisi e oltre ad essi, gli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini accusati di aver ottenuto la gestione delle aree attraverso il pagamento di tangenti ai funzionari del Campidoglio.

La situazione rischia di far collassare l’amministrazione capitolina che già ha un passivo di 12,5 miliardi di euro, spese che incidono sulle tasche dei cittadini. L’emblema della degenerazione è la Città del Rugby di Spinaceto, sorto grazie ad una delibera del Consiglio Comunale risalente al 2004 senza alcun bando pubblico: facile dedurre che si tratta di un’assegnazione ad personam per un’opera che doveva essere terminata a fine Luglio ma ancora è lontana dal rispettare la scadenza fissata, tra l’altro si tratta di un campo polivalente troppo corto, nettamente al di sotto delle misure regolamentari. Chi ha progettato la struttura giustifica tali errori adducendo come pretesto la volontà di non abbattere la pineta, ma il problema resta unico e sostanziale: non si può giocare in un campo irregolare, ergo l’opera non serve a nulla. Nessuno , neppure il Comune tuttavia sembra disposto a spiegare le ,motivazioni di un tale scempio e di un tale spreco economico che, ripetiamo, incide sui contribuenti romani., già provati dalla disastrosa amministrazione della giunta capitolina.

Alla magistratura l’onore ed il compito di fare luce e speriamo che non sia troppo tardi

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