Roma: sindacati presenti alla manifestazione del 2 Giugno

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Roma: sindacati presenti alla manifestazione del 2 Giugno

Il 2 Giugno Roma sarà occupata da 2 importanti eventi: la mattina, come di consueto si terrà la parata militare, il pomeriggio invece, per la prima volta, si avrà una manifestazione nazionale convocata dai tre sindacati Cgil, Cisl e Uil, che con ogni probabilità si svolgerà a Piazza del Popolo.L’intenzione è quella di” fare la festa della Repubblica parlando di lavoro”, pilastro fondamentale della Costituzione italiana. Oltre all’intento simbolico, spiegano i leader sindacali ” c’è la ragione sostanziale: in un periodo di crisi come questo la dimensione del lavoro è quella più sacrificata”e , aggiunge Camusso, ci si sta avvicinando a un “punto di rottura molto vicino per lavoratori e pensionati” pericoloso, pertanto “prima di arrivare a un punto di non ritorno è auspicabile che il Governo cambi la politica economica”. I sindacati calcheranno la mano sulla politica fiscale socialmente iniqua, che sebbene necessaria alla crescita, ma che va affrontata in maniera razionale.

Le soluzioni alternative ci sono, manca la volontà di applicarle in difesa dei deboli , come nel caso della patrimoniale:” la patrimoniale non è affatto vietata, ma ne avevamo chiesta una sui ricchi, ne è stata fatta una sui poveri”. Arma giusta per reperire risorse si avrebbe se si stipulasse un accordo con la Svizzera ( visto che si è avuto il via libera ed altri stati lo hanno fatto)per rintracciare i capitali nascosti e tassarli opportunamente; parlare di welfare razionalizzando la spesa pubblica attraverso feroci tagli sarebbe invece un suicidio, si tradurrebbe infatti in un calo pesante della domanda interna e conseguentemente, anche delle entrate fiscali dello stato, che fallirebbe in pieno l’obiettivo di bilancio. Per quanto riguarda invece l”alibi” dell’Europa, bisognerebbe prendere esempio dai paesi vicini e l’elezione in Francia del socialista Hollande, potrebbe rappresentare una cartina al tornasole dell’umore generalizzato: il rigore infatti fine a se stesso non porta ad alcun traguardo e non può costringere alla mera obbedienza, non è altresì credibile che “si voglia salvare l’Italia impoverendo al massimo la maggior parte degli italiani” Precisiamo che il fiscal compact presuppone una manovra finanziaria di 45 miliardi annui per 20 anni! Il tema che ovviamente sarà discusso con più foga riguarderà la riforma del mercato del lavoro, pensioni e art.

18, strada intrapresa dal Governo senza alcuna volontà di concessione. Intanto ieri Fornero si è incontrata con i capogruppo del Senato per discutere della materia e come sempre il Pdl ha avanzato insistentemente le richieste di regolamentazione della “flessibilità in entrata” riuscendo a portare a casa alcuni risultati positivi: ha ottenenuto un più largo utilizzo delle partite iva ( meccanismo perverso per nascondere lavoro dipendente dietro finti rapporti occasionali), e la revisione dei contratti a termine, prorogando ad libitum il passaggio a tempo indeterminato; unico no è arrivato sulla proposta di liberalizzazione dei licenziamenti per motivi disciplinari, obbligando il giudice a non chiedere il reintegro in caso di licenziamento illegittimo. Allora non resta che combattere!

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