Romania, ancora proteste contro i tagli

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Romania, ancora proteste contro i tagli

Proteste in Romania

Per il quinto giorno consecutivo a Bucarest sono scese in piazze oltre diecimila persone per protestare contro il piano di austerità varato dal governo di Emil Boc e dal presidente Trajan Basescu.

La protesta si era accesa a causa dalle dimissioni di Raed Arafat dall’incarico di sottosegretario alla Sanità. Arafat – medico dall’alta reputazione, considerato padre dei servizi di pronto soccorso in Romania – è stato di fatto costretto alle dimissioni, dopo aver espresso riserve sulla riforma e in particolare sul trattamento previsto per il pronto soccorso. Basescu, parlando alla televisione, l’aveva di fatto sfiduciato sostenendo che diffondeva informazioni false.

Il bilancio dei disordini avvenuti la notte scorsa conta 70 feriti (fra i quali dieci agenti) e oltre 240 arresti, oltre ai danni causati a banche e negozi. Boc, dopo una riunione d’emergenza con la sua maggioranza, ha deprecato la degenerazione delle proteste di piazza: “La libertà di parola è garantita in Romania e le dimostrazioni pacifiche sono legittime, tuttavia la violenza di strada è inaccettabile e non sarà tollerata”.

Per rientrare nei livelli di deficit concordati con il Fondo Monetario e l’Unione Europea, ovvero l’1,9% del PIL, la Romania ha dovuto tagliare del 25% gli stipendi dei dipendenti pubblici e ridurre le pensioni del 15%.

Proteste in Romania

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