Romney: la risposta all’immigrazione è l’auto-deportazione COMMENTA  

Romney: la risposta all’immigrazione è l’auto-deportazione COMMENTA  

Mitt Romney

Durante il dibattito che si è tenuto ieri sera a Tampa, in Florida, dove il 31 gennaio si svolgeranno le prossime primarie, Mitt Romney ha spiegato che “la risposta (al problema dell’immigrazione, ndR) è l’auto-deportazione: quando le persone decidono di poter stare meglio se tornano nel loro Paese perché qui non possono trovare un lavoro non avendo i documenti richiesti dalla legge”.

Questa la risposta dell’ex governatore del Massachussets quando gli è stato chiesto come possa essere contemporaneamente favorevole al ritorno degli immigrati in patria e opporsi alle pratiche di rimpatrio forzato applicate dal governo federale.


Secondo Romney, se i datori di lavoro controlleranno con più attenzione i documenti che i dipendenti sono obbligati a presentare, allora gli immigrati illegali decideranno da soli di lasciare gli Usa e il governo non dovrà rispedirli indietro con la forza.


Una soluzione del genere era già stata sperimentata nel 2008, all’epoca dell’amministrazione Bush: allora gli immigranti illegali ebbero fino a 90 giorni per lasciare il Paese, ma il programma fu interrotto dopo meno di tre settimane, perché si presentarono soltanto otto volontari.


Mitt Romney

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