Romney la spunta su Santorum per soli otto voti COMMENTA  

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Rick Santorum (a sinistra) e Mitt Romney (a destra)

Le primarie in Iowa, che designano appena 28 degli oltre 2000 delegati che eleggeranno il candidato del partito repubblicano alle elezioni del prossimo novembre, sembrano restringere  la corsa alla nomination a tre candidati, con Gingrich, Perry e la Bachmann esclusi dai giochi.


Mitt Romney e Rick Santorum hanno ottenuto il 24,5% dei consensi, con il primo che sorpassa il secondo con soli otto voti di scarto sui 122mila complessivi, seguono poi Ron Paul con il 21,5%, Newt Gingrich con il 13,5%, Rick Perry con il 10% e infine Michelle Bachmann con appena il 5% dei voti.


Rick Santorum (a sinistra) e Mitt Romney (a destra)

 

Sia Romney che Santorum hanno tenuto i loro discorsi con il risultato ancora in bilico. «Non sappiamo ancora chi ha perso, ma per Santorum è comunque una grande vittoria», ammette Romney, che ribadisce poi la sua ricetta per riportare gli Stati Uniti sul sentiero della crescita e dei valori repubblicani, quelli che “hanno reso grande il Paese”: merito, coraggio e lavoro. L’ex governatore del Massachussets  conclude il suo discorso attaccando Barack Obama: “La distanza tra le sue promesse di quattro anni fa e i suoi risultati e’ la cosa piu’ grande che abbia mai visto in vita mia, cambieremo la Casa Bianca e rimetteremo l’America sul giusto binario”.

Ma la vera sorpresa  di questo caucus è l’ex senatore della Pennsylvania, il cattolico Rick Santorum  che dal palco cita le origini italiane del nonno di Riva del Garda fuggito dal fascismo per andare a lavorare in miniera in America. E che ringrazia poi la moglie, Dio e il popolo:  “Credo nell’equilibrio di bilancio – dice – che è la garanzia della libertà di questo paese ma noi Repubblicani dobbiamo guardare anche a chi non ce la fa e alle imprese, tartassate dalle tasse, che non possono essere la soluzione alla crisi”,   aggiungendo poi: “La nostra cultura sta deteriorando con questa amministrazione e sta a noi repubblicani controllarla e tutelarla”.

Delusione per Perry, che annunciato di dover “valutare se c’è ancora un percorso possibile per una mia candidatura” e per la beniamina dei Tea Party, Michelle Bachmann, che in serata ha deciso di sospendere la campagna elettorale per le presidenziali Usa.


Il 10 gennaio si terranno i caucus nel New Hampshire, Stato dove Romney ( che ha incassato il sostegno dell’ex candidato repubblicano John McCain) è molto avanti nei sondaggi e dove il fuoco amico (degli altri repubblicani) si concentrerà proprio sull’ex governatore del Massachusetts, che potrà però contare sull’appoggio sul magnate dei media Rupert Murdoch, proprietario del Wall Street Journal, del New York Post e soprattutto della potentissima Fox News, la rete tv icona della destra americana.

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