Rosi Mauro: «Dimettermi, perché dovrei?»

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Rosi Mauro: «Dimettermi, perché dovrei?»

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Sembra cadere dalle nuvole la leghista Rosi Mauro. Forse nell’ultima settimana è stata in vacanze in Tanzania o in qualunque altro posto la Lega è solita investire. Non si spiega altrimenti la risposta a chi le chiede se si dimetterà, “perché dovrei?” risponde a Bruno Vespa durante le registrazioni di Porta a Porta. La Mauro resta saldamente avvinghiata alla sua poltrona di vicepresidente del Senato. Dice di volersi difendere dalle accuse. Come se non potesse difendersi da dimissionaria poi, l’immancabile attacco all’informazione che fa capire ancora una volta perché la vecchia maggioranza teneva tanto a cuore la legge bavaglio “In questi giorni mi sono accorta del potere che ha l’informazione e ho il diritto di difendermi. Lo farò parlando in Aula in Senato. Non ho nulla da nascondere e ho tutte le prove per rispondere alle accuse“. Nulla di nuovo sotto il sole, dichiarazioni da Prima Repubblica ma di questo non ci meravigliamo. Poco importa se la tanta osannata base, l’anima della Lega, sempre tirata in ballo ogni volta che faceva comodo, chiede le dimissioni della sindacalista padana. La Mauro è sorda da quell’orecchio e la classe non è una qualità comune a tutti, sopratutto in certi ambienti politici. Resti pure al suo posto la Mauro, mostri alla sua amata base il suo spessore. Sciolti i dubbi sulla presenza di Umberto Bossi a Bergamo per la manifestazione dell’Orgoglio Padano, il senatur ci sarà e prenderà la parola. Sarà contestato? Forse è quello che si aspetta Maroni per farsi incoronare nuovo leader del Carroccio.

Vincenzo Borriello

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