Rosolia negli adulti: cura

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Rosolia negli adulti: cura

Rosolia o morbillo tedesco: patologia esantematica infettiva provocata dal Rubivirus, da curare con gli antipiretici e tanto riposo

Rosolia? Rosolia o morbillo tedesco è una patologia esantematica infettiva provocata dal batterio Rubivirus che può colpire qualunque organismo umano. In effetti, gli studi e le statistiche epidemiologiche provano che è più rara nei soggetti neonati e negli adulti di età superiore ai 40 anni. La rosolia a differenza di altre malattie esantematiche come il morbillo o la scarlattina, può manifestarsi, a volte, addirittura senza un’effettiva comparsa dei sintomi; nel bambino non lascia segni permanenti e la prognosi è benigna. Nonostante il fatto che la rosolia sia una fra le tante patologie esantematiche semplici e banali, nelle donne in gravidanza può essere e rivelarsi fatale per la vita del bambino che si porta in grembo.

Per quanto concerne l’incubazione, la malattia del “morbillo tedesco” dura dalle due alle tre settimane, i sintomi precoci sono da ricondursi alla febbre bassa, di norma sempre inferiore ai 38 gradi di temperatura, dolori articolari e congiuntivite e nel 50% dei casi la patologia dell’esantema si accompagna ad un ingrossamento dei linfonodi.

Per quanto concerne la prevenzione della patologia, il vaccino anti rosolia è somministrato nella vaccinazione MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia) o MPRV (ai precedenti si aggiunge il vaccino contro la varicella). Talvolta, per i pazienti che non siano stati sottoposti al triplice vaccino MPR, possono optare per quello in forma diretta a unico agente patogeno anti rosolia. La vaccinazione garantisce l’immunità per oltre il 95% delle casistiche: l’OMS raccomanda la vaccinazione a tutti i bambini che abbiano compiuto il primo anno di vita, con un richiamo fra il terzo e il sesto anni di vita nel periodo in cui il bambino inizia a frequentare la scuola. Non solo, il vaccino anti rosolia è fortemente consigliato anche a tutti gli adolescenti non immuni, ai soggetti affetti da HIV e alle donne in età fertile.

Nel caso di pazienti con sospette allergie, con gravi malattie del sistema immunitario che assumono steroidi in dose massiccia o di donne in gravidanza, il vaccino anti rosolia può costituire un pericolo, quindi è consigliabile non farlo.

Per quanto concerne la terapia e la cura per la rosolia prevede la somministrazione di antipiretici e tanto riposo. In caso di complicazioni batteriche, è necessario consultare un medico che provvederà alla somministrazione di antibiotici. Il decorso della malattia della rosolia ha un lasso di tempo che copre 5 giorni dalla comparsa dei sintomi.

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