Rosso Istanbul: colonna sonora COMMENTA  

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Rosso Istanbul: colonna sonora
Rosso Istanbul: colonna sonora

Rosso Istanbul: colonna sonora. Tutto sulla colonna sonora del nuovo film del regista turco che accompagna con splendide musiche l’intera pellicola.

Rosso Istanbul: colonna sonora. Ozpetek torna a girare a Istanbul vent’anni dopo la pellicola Il Bagno Turco. Era il 1997 quando una coppia di compositori, Pivio e Aldo De Scalzi realizzarono la colonna sonora di quel film. Ebbene, 20 anni dopo una nuova coppia di artisti realizza le musiche di Rosso Istanbul. Si tratta di Giuliano Taviani e Carmelo Travia.


La nuova colonna sonora, come hanno fatto sapere gli stessi autori, è melodica e incisiva. Poche le canzoni nel cd, edito dalla Sugar Music. Ozpetek tiene in maniera particolare alla musica. Essa ha un ruolo primario nel film perché sottolinea i momenti clou e delinea i personaggi.


Ferzan Ozpetek voleva che i due compositori realizzassero una musica che restasse sempre in testa allo spettatore. Qualcosa di realmente straordinario, immortale come le musiche di Via col Vento, ad esempio. Nella colonna sonora sono presenti anche dei rumori, quelli della città di Istanbul. Questo perché il regista voleva trasmettere l’essenza della città attraverso i suoi suoni.


Egli non ha voluto musica turca in Rosso Istanbul ma composizioni classiche, per lo più. Si tratta di 13 brani molto suggestivi, tutti realizzati dopo un’attenta ricerca dei suoni. Il film è molto forte a livello sentimentale, è nato per trasmettere emozioni di grande impatto sul pubblico.

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È la storia di Orhan, editor che torna a Istanbul per aiutare un amico regista cinematografico. Sarà un viaggio che cambierà la sua vita, farà rifiorire in lui moltissimi ricordi e soprattutto lo proietterà nei meandri del suo sentire.
In definitiva, sarà un lungo viaggio dentro di sé. L’uomo rivedrà la donna a cui è maggiormente legato, Neval e Yusuf, un caro amico.

La musica ha quindi il suo ruolo predominante nella storia. Essa mette in risalto i momenti di maggior pathos con la sua bellezza e potenza emozionale. Per scoprirne l’intensità, per chi non avesse visto il film, basta recarsi al cinema.

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