Ruby: processo immediato per Berlusconi

Pubblicato da Redazione Notizie.it il 15 febbraio 2011 12:40
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Il gip di Milano Cristina Di Censo ha deciso: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi deve essere giudicato con rito immediato per concussione e prostituzione minorile. Insomma, le prove della sua colpevolezza sono evidenti. La data del processo c’è già: il 6 aprile. Il premier sarà giudicato da un collegio composto da tre donne. Primo commento degli avvocati: “Non ci aspettavamo nulla di diverso”

[Repubblica] – Per il Gip di Milano, Silvio Berlusconi deve essere processato con rito immediato. Lette le carte della Procura milanese, Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per il premier, accusato dei reati di concussione e prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby. Il Gip ha inoltre fissato l’udienza: si terrà davanti alla quarta sezione penale il prossimo 6 aprile alle ore 9,30. Dove Berlusconi sarà giudicato da tre donne, stando a quanto comunicato dalla cancelleria della quarta sezione penale: i magistrati Carmen D’Elia, Orsola De Cristofaro e Giulia Turri. Parti lese, la stessa Ruby, al secolo Karima El Mahroug, marocchina, e il ministero dell’Interno.

Per il Gip Di Censo, dunque, sussiste la prova evidente per rinviare a giudizio Berlusconi con rito immediato. Questa la prima reazione della difesa: “Non ci aspettavamo nulla di diverso” dichiara Piero Longo, difensore di Berlusconi con Niccolò Ghedini. Dalla notifica del decreto, Berlusconi ha quindici giorni di tempo per decidere se ricorrere a riti alternativi, che in caso di condanna concedono lo sconto di un terzo della pena.

“In data odierna – si legge in una nota firmata dal presidente dell’ufficio Gip di Milano, Gabriella Manfrin – il giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo, ha depositato il decreto con cui si dispone ai sensi degli articoli 453 e seguenti del codice di procedura penale, giudizio immediato a carico dell’onorevole Silvio Berlusconi”. Al premier la Procura di MIlano contesta di aver
abusato della qualità di presidente del Consiglio per indurre i funzionari della Questura di Milano, la notte del 27 e 28 maggio dell’anno scorso, ad affidare Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti e per avere avuto rapporti sessuali con la giovane marocchina ad Arcore.