Ruderi di Ischia: ecco i luoghi abbandonati dell'isola
Ruderi di Ischia: ecco i luoghi abbandonati
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Ruderi di Ischia: ecco i luoghi abbandonati

Posta all’estremità settentrionale del golfo di Napoli è la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna. L’ Isola di Ischia rappresenta un apprezzatissima meta turistica dal mare di un blu intenso. Anche in questo piccolo isolotto sono presenti diversi storici edifici abbandonati che si trovano immersi nella natura. Case diroccate, antichi palazzi, guardiole militari e così via meritano di essere citati. Data la sua posizione geografica è molto soggetta ai venti che partecipano all’erosione del paesaggio.

Casamicciola

Il più noto edificio è la chiesa del Pio Monte della Misericordia a Casamicciola. La cittadina che per secoli ha garantito cure termali ai ceti meno abbienti della provincia di Napoli ed è stata meta turistica in un periodo in cui l’isola viveva ancora di agricoltura e di piccoli commerci. Almeno fino al devastante terremoto avvenuto alla fine del luglio 1883, un disastro naturale. Venne definito dalla stampa locale “terremoto dei ricchi”, vista alta borghesia italiana e straniera che si recava a visitare il luogo in quegli anni.

Cartaromana

Inoltre possiamo citare un antico palazzo ridotto a rudere, che si affaccia sulla Baia di Cartaromana ad est dell’isola.

Dalla baia si riesce a godere di un panorama suggestivo, è inoltre possibile ammirare anche il castello aragonese. Una zona bellissima e ricca di coste rocciose che degradano in un mare ricco di tesori, purtroppo ad oggi spiaggia ne è rimasta poca. Anche qui vi sono numerose pozze di acqua calda termale.

PianoLiguori

Continuiamo con il villaggio contadino di Piano Liguori. Un tipico insediamento rurale che si trova a circa 300 metri sul livello del mare, alle spalle del Borgo di Campagnano, una località che si ritiene presente dall’Età neolitica. Durante il tragitto si incontrano delle minuscole abitazioni scavate nella roccia che guardano lo splendido scenario del mare aperto e che incontra la Costiera Amalfitana e le altre isole.

montervergine

La discesa dalla cima dopo Piano Liguori ci offre un ulteriore suggestivo panorama, direttamente su Punta San Pancrazio con la caratteristica chiesetta a strapiombo sul mare, troviamo altre testimonianze dell’antica architettura rupestre dell’isola. Infatti in corrispondenza del piccolo Santuario della Madonna di Montevergine si trovano alcuni ruderi, anche proseguendo verso la collina dello Schiappone.

guardiola

Il Comune di Barano, luogo poco turistico con pochissime strutture alberghiere, che in alcune zone risulta disabitato, è famoso grazie alle sorgenti di Nitrodi le cui acque sono state apprezzate a partire dagli anni della dominazione romana.

Come edificio storico, troviamo sulla cima del Monte Cotto una guardiola militare risalente alla Seconda Guerra Mondiale con un cancello in ferro battuto, però posto successivamente. Da qui si gode una vista memorabile che va da Punta San Pancrazio alla Torre di Sant’Angelo, dove le antiche residenze di nobili romani risultano oggi restaurate ed adibite a residenze alberghiere.

via corafà

Si può anche andare poco più giù e all’inizio di Via Giorgio Corafà, vedere l’antica casa comunale di Testaccio, settimo comune dell’Isola di Ischia dal 1806 al 1879. Nel 700 Testaccio era uno degli snodi commerciali più importanti dove approdavano davvero molte imbarcazioni. A un certo punto si dovette costruire una strada capace di collegare il porto con la piazza cittadina, anche per consentire ai mercanti di muoversi con più facilità. Questa opera pubblica fu finanziata dal conte Giorgio Corafà, generale del regno delle Due Sicilie. Il vecchio palazzo della casa comunale si trova nei pressi del celebre sudatorio, da cui oltre a Corafà medesimo e ad altri personaggi altolocati italiani trassero beneficio anche illustri personalità straniere come il vescovo irlandese George Berkley.

ischia

Ancora, nella località di Serrara Fontana esistono interessanti ruderi nella piccola Via Casale, che dal borgo – frazione di Noia porta ai Pizzi Bianchi, caratteristiche piramidi d’argilla create dall’azione congiunta di acqua e vento.

Testimonianze d’antichità si trovano attualmente anche in Via Andrea Mattera: si tratta in una della passeggiate più belle dell’isola partenopea, passeggiata che dalla Piazzetta di Sant’Angelo termina sul Belvedere di Serrara.

bosco della Falanga

Infine sarebbe piacevole visitare – tra gli altri che ancora ci sono – i ruderi ischitani costituiti dalle case di Pietra del Ciglio – che comunque continuano a essere abitate –, dalle case del Bosco della Falangia ed i reperti di Forio. C’è davvero l’imbarazzo della scelta.

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