Rugby World Cup, obiettivi dell’Italia

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Rugby World Cup, obiettivi dell’Italia

Stasera l’Italia del rugby scenderà in campo per l’esordio ai mondiali d’Inghilterra.

Si troverà di fronte un avversario difficile, la Francia del ct Saint André, in una partita che Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello Sport ha definito, a ragione, “da dentro o fuori”.

Forse, però, il motivo per cui questo match è così importante non è il fatto che fra due settimane i ragazzi azzurri si troveranno di fronte la per noi pressoché imbattibile Irlanda, quando piuttosto perché stasera si vedrà di che pasta è fatta questa Italia.

Non siamo infatti nel mondo del pallone. Nel rugby, l’Italia non è una superpotenza, ma una umile comprimaria che, per ora, non si può permettere di puntare a chissà quali obiettivi.

Detto in altre e più chiare parole: qui, sono tutti più forti di noi.

Ma lo spirito e il bello del rugby è proprio che i rapporti di forza non contano. Il rugby sono le botte, i lividi a fine partita, le macchie di erba sulle maglie, il fango in mezzo ai denti, la stretta di mano finale con l’avversario. Il rugby è il rispetto che si deve all’avversario, non meno del rispetto che ci si deve guadagnare.

Eccolo, l’obiettivo dell’Italia: la dignità.

Non è la vittoria quella da cercare contro la Francia, perché – e lo si dice un po’ perché il pronostico è assai facile, un po’ pure per sana scaramanzia – quest’ultima è molto più forte degli azzurri.

Sarà sufficiente che i francesi si debbano sudare ogni metro di campo, che non possano permettersi alcuna distrazione, che ci maledicano per quanto gli avremo reso difficile la vita, stasera.

Che ci sconfiggano pure, insomma, se dimostreranno di essere più forti, ma che si trovino di fronti quindici guerrieri disposti a qualunque cosa pur di non farli mai avanzare, neppure di un solo passo.

L’Italia, priva peraltro di Parisse, dovrà dare tutto.

Se sarà così, l’obiettivo sarà raggiunto.

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