Sacchetto: “La grande distribuzione organizzata si adegui ad una filiera corta e a pagamenti in tempi ragionevoli” COMMENTA  

Sacchetto: “La grande distribuzione organizzata si adegui ad una filiera corta e a pagamenti in tempi ragionevoli” COMMENTA  

Il decreto liberalizzazioni e, in particolare, la disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari contenute nell’articolo 62, rappresentano un importante traguardo a tutela dell’agricoltore e tali devono essere mantenuti e difesi con forza.

Il decreto allo stato attuale si trova all’esame del Senato ed è già stato oggetto di deciso attacco da parte della Grande distribuzione per via delle forti restrizioni -dal punto di vista disciplinare- imposte finalmente dal documento.

Il segnale del dl liberalizzazioni è molto chiaro: maggiore trasparenza ed equità fra tutti gli attori della filiera.
L’Assessore Regionale all’Agricoltura del Piemonte Claudio Sacchetto ha dichiarato: “Il Ministro Catania deve proseguire con rigore nella direzione intrapresa, gli agricoltori e le piccole aziende da decenni si adattano a regole ferree che devono essere rispettate in modo limpido e categorico, non capisco perché i regolamenti debbano continuare a rimanere rigorosi solo per una parte. L’articolo 62 tocca tematiche fondamentali quali i contratti scritti e termini di pagamento certi. L’attacco a un dl contenente una disciplina ovvia ed equa mette in luce un atteggiamento piuttosto arrogante che fino a oggi ha contraddistinto il modo di rapportarsi della Gdo nei confronti della filiera agricola. Le regole devono esserci e devono trovare applicazione in modo equilibrato tra tutti gli attori coinvolti. Basta dunque alla prevalenza di un soggetto a scapito dell’altro, è doveroso su questa partita mantenere un atteggiamento inflessibile e portare a casa un risultato che finalmente tuteli l’attività del comparto primario. È necessario rafforzare il percorso con accordi di filiera chiari che tutelino i produttori su larga scala, per certi prodotti magari a livello europeo che pongano in essere un riequilibrio dei ricavi per ogni singolo attore della filiera e tengano conto dei costi di produzione. In Piemonte un esempio di accordo in tal senso c’è già, ed e’ quello sull’indicizzazione del latte”.

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