Saitta: “La Provincia di Torino chiude il 2013 con i conti in ordine. Rispettato il patto di stabilità” COMMENTA  

Saitta: “La Provincia di Torino chiude il 2013 con i conti in ordine. Rispettato il patto di stabilità” COMMENTA  

conferenza_stampa_fine_anno_23_12_2013“La Provincia di Torino chiude il 2013 con i conti in ordine, rientrando pienamente nei vincoli del Patto di Stabilità. Abbiamo versato 90 milioni di Euro alle imprese creditrici, confermato per un anno i lavoratori precari, anticipato i fondi che la Regione deve versare al sistema della formazione professionale ed a quello del trasporto pubblico locale. Abbiamo anche versato un milione al sistema culturale torinese. Nel 2014 avremo i conti in ordine per ulteriori investimenti”. Lo ha sottolineato nella conferenza stampa di fine anno il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta.


RISPETTATO IL PATTO DI STABILITÀ

I conti sono in ordine, nonostante (come ha ricordato l’Assessore al Bilancio, Marco D’Acri) lo Stato abbia effettuato nel 2013 un prelievo forzoso di 40 milioni sulle entrate tributarie della Provincia di Torino, che si va ad aggiungere ai 22 già trattenuti nel 2012. “Una certa vulgata ha fatto passare la Provincia di Torino come un Ente morto o morituro, ma nel 2013 abbiamo assolto a tutti i nostri impegni, promettendo solo ciò per cui avevamo la certezza della copertura finanziaria” ha tenuto a sottolineare il Presidente Saitta. L’Assessore D’Acri ha ricordato che “sono stati proprio gli Enti locali piemontesi i più penalizzati dal Patto di Stabilità, che Palazzo Cisterna ha rispettato attraverso l’azzeramento delle spese discrezionali, l’efficientamento delle procedure, l’attenzione all’utilizzo dei residui di bilancio e le alienazioni immobiliari di corso Lanza e Ponte Mosca”. “A livello nazionale eravamo l’Ente Provincia che rischiava di più. Sforando il Patto avremmo dovuto chiudere le scuole, mettere in mobilità il personale, non confermare i precari” ha affermato il Presidente Saitta.


TUTELA DEL SUOLO LIBERO

Il Presidente ha anche sottolineato che “la Provincia di Torino con il suo impegno per la tutela del suolo libero negli ultimi due anni ha impedito che fossero consumati ben 560 ettari di terreno agricolo fertile, ai quali ci stiamo battendo per aggiungere i 70 ettari della riserva naturale della Vauda. Altri 50 ettari sarebbero risparmiati se non si riuscisse a realizzare l’insediamento Millennium Canavese”. “I 560 ettari di suolo libero che abbiamo tutelato dalle costruzioni – ha precisato Saitta – corrispondono alle 269 Varianti ai Piani Regolatori che i Comuni del nostro territorio hanno presentato: ben 20 erano incompatibili rispetto alle regole contenute nel nostro Piano Territoriale di Coordinamento, diventato ormai legge regionale. In questo 10% di incompatibilità, erano compresi i 560 ettari di suolo che senza l’intervento della Provincia di Torino sarebbero oggi già consumati”. Saitta ha ricordato che il territorio provinciale ha una superficie classificata di 682.000 ettari di terreno. “Prima che entrasse in vigore il nostro Piano Territoriale, – ha riferito il Presidente – il suolo consumato ammontava a 57.000 ettari. Oggi solo l’1% del totale è ancora classificato come area disponibile al consumo: sono orgoglioso di questo risultato, che va a vantaggio dell’ambiente e del futuro di tutti. Possiamo a ragione affermare che il regalo di Natale alla comunità provinciale è l’effetto del PTC”.

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