Sale a 76 milioni di euro la spesa per gli acquisti pubblici ecologici COMMENTA  

Sale a 76 milioni di euro la spesa per gli acquisti pubblici ecologici COMMENTA  

palazzo cisterna torinoÈ salita a 76 milioni di euro la cifra spesa nel 2012 per l’acquisto di beni e servizi ecologici da parte dei 47 sottoscrittori del progetto APE Acquisti pubblici ecologici, coordinato dalla Provincia di Torino. Si tratta di una rete di soggetti pubblici e privati impegnati a utilizzare criteri ecocompatibili negli acquisti per i propri uffici che comprende Comuni e Comunità montane, istituti scolastici, enti parco, consorzi di servizi pubblici, agenzie per lo sviluppo del territorio, associazioni culturali e ambientaliste, un presidio sanitario, la Camera di Commercio di Torino, il Politecnico e la SCR, Società di committenza regionale.

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Se nel 2004 i 13 primi partecipanti al progetto APE avevano acquistato beni e servizi per 4,5 milioni di euro, nel 2012 sono stati destinati, come detto, ben 76 milioni di euro per l’acquisto di beni e servizi ecologici, a fronte di una spesa complessiva dichiarata di circa 144 milioni di euro. A far la parte del leone è la Città di Torino, con i suoi 50 milioni di euro. Seconda piazza per il Comune di Collegno con 5,2 milioni di euro, seguito da Acea Pinerolese con 3,6 milioni e dalla Provincia di Torino, che ha speso 3 milioni di euro in beni e servizi che rispettano i criteri APE.

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La spesa per categoria di prodotto vede al primo posto i servizi di fornitura di energia elettrica con quota minima del 50% da fonti rinnovabili (58% della spesa APE complessiva). Seguono i servizi di ristorazione con prodotti biologici e stagionali, stoviglie riutilizzabili e acqua da rubinetto (21%) e i servizi di pulizia con prodotti ecologici (12%); quindi le spese per costruzioni e ristrutturazioni in bioedilizia (4%), autoveicoli e attrezzature informatiche a ridotto consumo energetico (entrambi al 2%). Si può stimare che nel 2012, con gli acquisti fatti nell’ambito del progetto APE per le categorie energia elettrica, autoveicoli e attrezzature informatiche, è stato possibile risparmiare all’atmosfera l’emissione di circa 46mila tonnellate di CO2.

“A breve l’applicazione dei criteri ambientali minimi sarà obbligatoria per legge” spiega l’assessore all’Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco. “E’ una misura per la riduzione dei gas climalteranti e riguarderà i servizi energetici per gli edifici, le apparecchiature informatiche e le attrezzature per l’illuminazione”.

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Il disegno di legge, c.d. collegato ambientale alla legge di stabilità, prevede inoltre l’applicazione dei criteri ambientali minimi per almeno il 50% del valore delle forniture, dei lavori o dei servizi oggetto delle gare d’appalto anche alle categorie Carta per copia e carta grafica, Ristorazione collettiva e derrate alimentari, Affidamento del Servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene e prodotti tessili e arredi per ufficio.

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