Salviamo il lago d’Aral

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Salviamo il lago d’Aral

Il lago d’Aral si trova nel mezzo del kazakistan e dell’ Uzbekistan, e una volta era il quarto lago più grande del mondo. Molte persone al giorno d’oggi nemmeno lo sanno, ma quello che era la bellezza di 68.000 km quadrati di lago, e usato per pescarci, oggi si è ridotto drammaticamente. Della sua grandezza ora ne rimane solo il 10 % rispetto a quello che era in passato. Troppo salato, troppo inquinato per la sopravvivenza dei pesci. Questo lago, perché di lago si trattava, è ora considerato un insieme di 3 laghi minori.

Il lago d’Aral una volta era popolare meta turistica per famiglie in vacanza e in cerca di divertimento. In passato questo lago era pieno di pesci.C’erano paludi e una fauna selvatica lungo alcune coste e sulle spiagge.L’area del lago aveva formato un habitat ideale per la fauna selvatica, fu anche messa in comparazione con alcuni luoghi dell’ Africa in termini di biodiversità.

Quando il lago inizio a ritirarsi, la gente non fu più in grado di sopravvivere commerciando pesci, persero le case, e il loro sistema di vita, ma questa non fu la cosa peggiore.

La spiaggia è ora di 150 km da dove c’era una volta il massimo della profondità del lago, di 17 metri, i cambiamenti climatici si sono visti e sono stati riportati. Cosa è successo?

Due fiumi sfociavano nel lago d’Aral, il Syr Darya e l’ Amu Darya, portando con loro un quantitativo d’acqua pari a quello del Nilo. Dei piani per un’agricoltura intensiva cambiarono tutto quanto. Il lago incominciò a cambiare negli anni ’60 quando l’acqua fu incanalizzata per irrigare i campi delle fattorie. Millioni di litri d’acqua che di solito affluivano nel lago, furono deviati e usati per irrigare i campi di cereali nella zona desertica.

Oggi i due fiumi portano così poca acqua che si sono inariditi, così che non arriva l’ acqua fino al lago.

Di tutti i cereali, meloni e altri prodotti la più grande industria è quella del cotone.

La richiesta del cotone è alta, non solo nell’area circostante ma anche per esportazione. Si parla del cotone chiamandolo “oro bianco”.

Senza acqua che arriva al lago, l’acqua si è ritirata in fretta diventando sempre più salato man mano che gli anni passavano.I pesci si ritrovarono a riva in massa non possibilitati a vivere in simili acque. Il lago col tempo diventò anche un centro di inquinamento. L’inquinamento arrivò da diverse parti: test su armi, fertilizzanti e pesticidi.

Quando l’inquinamento aumenta in una certa area, la salute delle persone che ci vivono peggiora. Questo è esattamente il caso, perché l’acqua si contaminò. è difficile determinare quanti problemi alla salute possa portare l’inquinamento delle acque, bisogna provare le statistiche con fatti e ricerche, ma si è visto come la mortalità e il tasso di problemi legati alla salute sia peggiorato notevolmente dagli anni ’60.

Non solo il pesce quindi, anche le persone soffrono a causa di questo problema.

Gran parte sia della fauna che della flora morì. Il cervo Bukhara che una volta abitava in grandi branchi le sponde del lago ora è sceso a 500 esemplari. Certamente qualche specie selvatica sarà ormai estinta da tempo dal territorio.

Possiamo fare qualcosa?

Si è cercato di risolvere la situazione seguendo molte strade. Vedendo che molti canali e acquedotti non erano in buone condizioni, così che l’acqua si disperdeva nel tragitto, furono sostituiti o riparati i condotti. Nel 2003 una cisterna fu costruita per trattenere e preservare l’acqua nella parte nord del lago. Questo aiutò molto.

Nel grande schema che ruota attorno a questo lago, con il comprare il cotone prodotto in quest’area contribuiamo ad accentuare il problema. Il cotone è la prima materia esportata fuori dall’ Uzbeskitan e il primo a contribuire al disastro ambientale.

I lago d’Aral non ritornerà mai come era un tempo, troppo si è perso, ma possiamo cercare di contenere i danni.

Più la popolazione aumenta, più continueremo a danneggiarlo, ma raramente ci fermiamo a guardare le cose come stanno. è ora di aprire gli occhi.

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