Samuel Eto’o, Sulley Muntari e Thiago Motta

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Samuel Eto’o, Sulley Muntari e Thiago Motta

Questa è stata la stagione di 3 dolorosi addii: Eto’o, Muntari e Motta.

La scelta di Eto’o è stata quella di abbandonare l’Inter, una squadra che solo due anni prima aveva trionfato in Champions e nella coppa del Mondo, e l’Italia per l’Anzhi, anonima squadra russa; scelta dettata da motivazioni puramente economiche.

La sua è stata una scelta di vita: un campionato meno stressante e un ingaggio stratosferico, anche se forse, la sua dorata dimora era diventata una prigione, in diverse occasioni infatti il suo nome veniva affiancato a quello dell’Inter per un affascinante ritorno in Italia.

Ben diverso l’addio degli altri due giocatori: Muntari e Motta; questi dopo aver cambiato squadra hanno riempito le prime pagine dei quotidiani sportivi con le loro piccate dichiarazioni, denunciando un invivibile ambiente interista.

Motta andava al PSG, la squadra francese della capitale si era attrezzata già fin dall’inizio del campionato per vincere il titolo; con il mercato di gennaio si rinforzava ulteriormente grazie all’apporto del centrocampista brasiliano (ma di nazionalità italiana).

Arrivava anche un nuovo allenatore, l’italiano Carlo Ancelotti, questi ereditava una squadra al comando della classifica; al termine del campionato però il PSG doveva però cedere il titolo al Montpellier.

Analogo discorso per Muntari che lasciava l’Inter per accasarsi al Milan, il ghanese sembrava calarsi subito nella mentalità di gioco della squadra rossonera, risultando spesso decisivo.

Sui giornali attaccava un dirigente interista, accusandolo di aver tenuto dei comportamenti troppo autoritari e supponenti.

Anche Muntari vedeva un’altra squadra vincere il campionato, la Juventus ad una partita dal termine festeggiava il titolo grazie alla vittoria interista nel derby.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.