San Galgano: l’abbazia decaduta COMMENTA  

San Galgano: l’abbazia decaduta COMMENTA  

Un’abbazia a cielo aperto.

Il contatto con la natura e il creato caratterizzano l’abbazia di San Galgano.

Era il 1200 quando l’abbazia venne eretta in stile gotico in provincia di Siena, nel comune di Chiusdino.

Poco dopo l’edificazione, l’abbazia di San Galgano divenne famoso in tutto il mondo tanto da diventare non solo un luogo di culto ma anche un esempio di architettura gotica.


La storia dell’abbazia

L’abbazia occupa un’ampia superficie e presentava – oltre alla chiesa in senso stretto – anche un monastero e un eremo detto Rotonda di Montesiepi.

Una delle caratteristiche dell’abbazia di San Galgano è il suo legame con la storia del Santo Graal. Secondo alcune leggende, infatti, l’abbazia è uno dei posti in cui il Graal può essere stato seppellito.

L'articolo prosegue subito dopo

Altro aspetto rilevante dell’abbazia è l’architettura. Originariamente il complesso monastico era stato edificato comprensivo del tetto. Solo più tardi, si decise di eliminare la copertura per mantenere il contatto con il creato. Questa decisione ovviamente ebbe gravi ripercussioni sulla conservazione della struttura in quanto è stata completamente esposta agli agenti atmosferici. L’abbazia di San Galgano infatti intorno al 1662 era pressoché impraticabile. Solo grazie ad una ristrutturazione nel 1924 fu possibile riportare la struttura alla gloria di un tempo.

Tutt’uno con la divinità

Somiglianza coi templi pagani

Chiunque visiti l’abbazia non può fare a meno di rimanere incantato. La visita in notturno, poi, non ha termini di paragone. In nessun altro posto nel mondo esiste una chiesa a cielo aperto, a contatto con il creato e con Dio. Probabilmente era proprio questo il motivo che spinse all’eliminazione del tetto. Creare un ambiente fluido e in rapporto con la divinità. Architetture di questo tipo sono in controtendenza rispetto a quelle prettamente cristiane. Ricordano invece i templi pagani  e- nello specifico – quelli egiziani. Ad esempio fu Akhnathon – faraone egizio appartenente alla XVIII dinastia – ad eliminare dai propri templi i tetti. Solo così era possibile alla divinità solare di entrare nel luogo di culto.

Immagini dell’abbazia

 

1 / 9
1 / 9
abbazia 2
abbazia 3
abbazia 4
abbazia 5
abbazia 6
abbazia 7
abbazia 8
abbazia
abbazia 9

Leggi anche

About Enrica Marrelli 457 Articoli
Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
Contact: Facebook

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*