San Pietro: niente crisi per le sue casse COMMENTA  

San Pietro: niente crisi per le sue casse COMMENTA  

 Vaticano Isola felice! Pare che  il più piccolo stato del mondo non debba fare ricorso alla terribile spending review; almeno secondo quanto emerge dai dati del bilancio 2011, resi noti giovedì sera al termine della riunione del Consiglio dei Cardinali presieduta da Tarcisio Bertone.

La Santa sede ha  registrato entrate per circa 249 milioni di euro ed uscite pari a 264 milioni ( lo scorso anno si era registrato un utile di circa 10 milioni); ciononostante arrivano rassicurazioni circa il destino di 5 mila dipendenti.  Del resto il disavanzo coincide con la crisi globale. Ovviamente il Vaticano si impegnerà a contenere alcune spese, ma nulla più.

Quelle più esose derivano dagli stipendi dei dipendenti di Osservatore romano e Radio Vaticana; in attivo invece il Ctv (centro televisivo vaticano) che riprende e divulga in esclusiva le immagini del Papa e di S.Pietro , così come il Lev, la libreria vaticana proprietaria dei diritti d’autore sui discorsi e gli scritti di tutti i papi.

Chi detiene un primato positivo è invece il Governorato , l’organo a cui Ratzinger , unico vero sovrano, ha affidato pieno potere esecutivo e gestione territoriale : ha all’attivo 22 milioni, grazie soprattutto agli incassi dei musei vaticani.

L'articolo prosegue subito dopo

Il segreto di tutta questa abbondanza deriva tuttavia dallo Ior, piccola o grande zona d’ombra, che continua a rimpinguare le casse: quest’anno ha donato 49 milioni  al Vaticano ” a sostegno del suo ministero apostolico”, mentre le diocesi sparse per il pianeta hanno elargito 26 milioni di euro e l’Obolo di San Pietro, vale a dire le offerte dei fedeli al pontefice, hanno fruttato 57 milioni.

Leggi anche

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*