Sanremo: ripescati Carone e D’Alessio nella serata delle emozioni

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Sanremo: ripescati Carone e D’Alessio nella serata delle emozioni

A Sanremo è stata la serata delle emozioni. Delle lacrime, come quelle sincere versate da Irene Fornaciari dopo aver cantato con l’accompagnamento di Brian May, di ritorno al Festival dopo la storica presenza con i Queen datata 1984 e come quelle trattenute a stento da Loredana Bertè che ha reinterpretato “Almeno tu nell’universo” della sorella Mia Martini. Come ormai tradizione da tre anni, il giovedì il Festival entra in un’altra dimensione: la gara finisce in un cantuccio per lasciare spazio alla storia. Nel 2010 grazie alle grandi canzoni della storia nell’anno del Festival numero 60, lo scorso anno con la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ed oggi attraverso pezzi nostrani che hanno fatto fortuna nel mondo. Come forse mai successo nella storia del Festival si sono succeduti sul palco in una sola serata stelle di prima grandezza: da May a Patti Smith fino a Noa ed Al Jarreau. Per tutti razione doppia di applausi e, oltre al duetto con uno dei Big in gara, anche un spazio tutto per sé per interpretare vecchi e nuovi successi.

Così ecco Josè Feliciano omaggiare Morandi con “C’era un ragazzo” dopo aver emozionato la platea con la sempre commovente “Che sarà”, ecco Noa esibirsi alla grande nella canzone napoletana o Macy Gray partecipare all’emozione collettiva ricordando Mimì.

Ed alcuni duetti sono destinati davvero a rimanere indimenticabili: come il già citato Arisa-Feliciano, come le straordinarie Zilli e Skye o come Marlene Kuntz-Patti Smith, protagonista poi di una superba interpretazione di Because the night, forse il punto più alto della serata. Insomma un giorno da ricordare, in grado forse di salvare da sola un’edizione che proprio non riesce a decollare quanto a presentazione e spettacolo in genere: una serata come non se ne vedono mai nella televisione italiana, almeno quella generalista, che in nome dell’Auditel dimentica le emozioni che sa garantire la musica. Alla fine il premio della sala stampa per la migliore interpretazione è andato proprio ai Marlene Kuntz ed a Patti Smith: il gruppo rock piemontese ha ritirato il premio pochi minuti prima di avere la certezza di essere stati eliminati.

Perché dopo le emozioni, seppure solo a tarda notte (la serata si è conclusa alle 1.20!), si è tornati alla gara ed alle due canzoni da ripescare tra le quattro eliminate mercoledì: nessuna sorpresa, rientrano in gara le coppie Carone-Dalla con “Nanì” e D’Alessio-Bertè con “Respirare”. Corsa finita per i Marlene e per Irene Fornaciari: entrambi i pezzi non erano così malvagi riascoltandoli ma era impossibile resistere alla popolarità delle succitate coppie.

E non è mancato il giallo finale con l’esibizione insieme ai Marlene di Samuel dei Subsonica che avrebbe dovuto accompagnarli venerdì nella serata dei duetti. Una scelta che solleverà qualche interrogativo. Per il resto, ancora poco entusiasmante Papaleo, di fatto inesistente la Mrazova che non si è quasi mai vista. Simpatico il siparietto con Federica Pellegrini, più spigliata ed autoironica del solito. Ma è stata anche la serata delle promesse mancate: non si è visto Prandelli e soprattutto non c’è stata l’attesa commemorazione di Whitney Houston.

Nina Zilli e Skye avrebbero dovuto cantare All at once, il brano che incantò l’Ariston nel 1987 ma evidentemente non c’è stato tempo, al punto che a tarda sera dalla platea Morandi è stato invitato a ricordare The Voice. Un’occasione mancata in una grande serata.

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