Santa Sofia ad Istanbul

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Santa Sofia ad Istanbul

Haghia Sophia o Ayasofya Camii è uno dei capolavori dell’architettura bizantina, considerata in passato un po’ come la San Pietro d’Oriente. Commissionata dall’imperatore Giustiniano nel 532 d. C. è considerata l’emblema del grande imperatore bizantino. In realtà in precedenza erano state realizzate due chiese intitolate alla Santa Sapienza, una nel IV secolo, distrutta da un incendio, e l’altra nel V secolo, travolta dalla Rivolta di Nika. Nel 532 inizia l’edificazione della nuova chiesa costruita in soli cinque anni. Nel 558 crolla la cupola per problemi statici e per terremoti, particolarmente forti quelli del 557. L’imperatore inaugura nuovi lavori di ricostruzione, che durano anch’essi cinque anni e danno vita alla cupola che ancora oggi ammiriamo, dotata di quaranta contrafforti. L’interno della chiesa è totalmente rivestito di marmi provenienti non solo da cave turche, ma anche greche, egiziane, dell’antica Gallia e dell’Africa settentrionale. Numerosi i mosaici che al tempo la ricoprivano, di cui oggi si conservano solo alcuni esempi, con ritratti imperiali inseriti in scene sacre, come la Deesis.

Nel 1453 Santa Sofia diventa moschea, vengono distrutti gli arredi liturgici e vengono inseriti gli otto scudi con i versi del Corano,mentre in esterno vengono costruiti i minareti.

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