La Sardegna dei nuraghi: storia e curiosità della parte meno conosciuta dell'isola

La Sardegna dei nuraghi: storia e curiosità della parte meno conosciuta dell’isola

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La Sardegna dei nuraghi: storia e curiosità della parte meno conosciuta dell’isola

nuraghi

Abbiamo fatto un lungo viaggio alla scoperta della parte meno conosciuta della Sardegna:ecco la storia e le curiosità dei nuraghi, tipiche costruzioni sarde

Un viaggio può servire a farci sognare immensamente, a provare emozioni e soprattutto ad ammirare le meraviglie della natura. È questo il caso della Sardegna: regione da esplorare che nasconde degli autentici tesori. Il nostro viaggio arriverà fino alle Domus de Janas, i cavallini della Giara di Gesturi e la pista ciclabile che sorge sull’antica ferrovia.
Essere nel cuore della Sardegna e girarla in bicicletta è qualcosa di veramente incantevole. Potrete vedere dei posti pieni di fascino, dei luoghi nascosti che vi emozioneranno immensamente, come i nuraghi, tipiche costruzioni sarde. E tutto questo per il loro autentico splendore.
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Cuore e vento: meravigliosa canzone che evidenzia lo splendore della Sardegna

La canzone Cuore e vento è un singolo dei Modà in duetto con i Tazenda (leggendaria band sarda). Il singolo è stato pubblicato il 18 agosto 2014.
È bene ricordare che il testo del brano è stato scritto da Kekko Silvestre (cantante dei Modà) e questo in collaborazione dei Tazenda.

La canzone è stata definita dai Modà come un’autentica “dichiarazione d’amore per la Sardegna”.
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La Sardegna: regione da scoprire

La Sardegna è una regione dalla natura selvaggia e dagli imponenti monumenti in pietra. E, poi anche i nuraghi. Questi luoghi lontani dalle spiagge affollate sono dei posti suggestivi e misteriosi da visitare.
È possibile compiere un itinerario di diverse centinaia di km da Cagliari a Nuoro. E tutto questo alla scoperta delle testimonianze di una civiltà antichissima, e anche dei costumi e degli usi di questo popolo meraviglioso. A questo punto è bene ricordare che dell’antica civiltà nuragica si sa ancora molto poco. Si trattava di un popolo di contadini, divisi in piccole comunità. Questo popolo visse in Sardegna per otto secoli, costruendo delle imponenti strutture (se ne contano 7000 circa in tutta la regione). Di queste straordinarie strutture non se ne conosce l’uso: forse delle fortezze difensive, oppure templi o regge.
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Nel cuore dell’isola.

A pedali nella riserva dei Molentargius

Innanzitutto, per arrivare nell’isola bisogna prendere del traghetto da Civitavecchia ed arrivare a Cagliari. Da lì l’uscita non è tanto caotica per strade tanto trafficate. Potrete ammirare degli incantevoli scorci di periferia. Poi potrete dotarvi delle tracce gps e inoltrarvi fino alla Giara di Gesturi. Potete allontanarvi da Cagliari percorrendo una pista ciclabile situata all’interno della riserva del Molentargius. Si tratta di una delle aree umide di maggiore importanza d’Europa.
Andando verso destra potrete scorgere il profilo della Sella del diavolo; noterete qualcosa di straordinario della Sardegna: la montagna che divide in due parti simili il golfo di Cagliari. Secondo la tradizione popolare ci fu una battaglia tra angeli e demoni.
Una deviazione della pista ciclabile porta al Poetto (la spiaggia preferita dai cagliaritani). Poi potete proseguire verso Sestu, attraversando Quartucciu e Quartu. Noterete all’orizzonte campi coltivati e distese immense di ulivi e carciofi.
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Le Domus de Janas: altra meraviglia della Sardegna

Potete poi fare rotta verso Pimentel e le sue Domus de Janas, e questo a pochi chilometri fuori dal paese.

Il nome di Pimentel è quello di una casata spagnola ed è riferito alla lunga dominazione degli iberici sulla regione. Questa dominazione iberica lasciò sull’isola delle tracce importanti nelle tradizione, come ad esempio la Sartiglia a Oristano, ma anche nella lingua.
È bene ricordare che anche il simbolo dell’isola, e cioè la bandiera dei quattro mori, ha delle origini spagnole.
Le domus de Janas (che tradotto vuole dire casa delle fate o delle streghe), non sono altro che delle tombe collettive scavate nella roccia. E questo nell’età ancora più antica dei nuraghi. Siamo all’incirca a più di tremila anni prima di Cristo.
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Il Nuraghe e Barumini

In questo paese non bisogna avere fretta e questo per ammirare la meraviglia di questi luoghi. Il Nuraxi, antico complesso nuragico situato appena fuori del paese, necessita di una visita approfondita. Casa Zapata è l’area archeologica vera e propria. Giovanni Lillu (1914-2012), archeologo e docente universitario nativo di Barumini, è stato la grande fortuna della sua città.

Volle con caparbietà gli scavi, riuscì a convincere il governo e la soprintendenza ad autorizzare la campagna di scavi, che inizio nel 1951.
Nel 1957 il complesso nuragico è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Si nota una struttura simile ai meravigliosi castelli medioevali. La struttura p costruita con delle imponenti pietre di basalto, con una torre centrale (eretta dal XIII secolo a. C.). E poi un muro di cinta e ben quattro torri perimetrali.

Isili e la meravigliosa ciclabile della ferrovia abbandonata

Per giungere fino ad Isili potete servirvi del sedime della vecchia ferrovia abbandonata. Quest’ultima collegava Sanluri a Isili; i binari sono stati del tutto smantellati. Solamente gli ultimi 8 km del tratto fra Nuragus e Isili sono stati trasformati in pista ciclabile con la relativa segnaletica stradale.
Il tracciato precedente si può individuare con facilità: all’inizio passa a destra della strada 197 (e questo appena fuori di Barumini). Poi prosegue in un suo tracciato regalando al ciclista dei panorami mozzafiato di campi, nuraghi e colline.
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Pedalando tra i nuraghi nel cuore della Sardegna

Isili è il punto di riferimento amministrativo per le regioni della Marmilla e del Sarcidano.

Queste zone hanno deciso di puntare moto sul loro favoloso patrimonio storico e paesaggistico. E i motivi di questa decisione non mancano. Per iniziare, esiste un nuraghe, Is Paras, che ha la particolarità di avere la torre a tholos (con la chiusura a volta), più alta dell’intera isola.
Una cooperativa si prende cura del complesso archeologico di Maratè, il museo del rame e della tessitura.
C’è poi un lago, realizzato nel 1993 con una diga per irrigare i territori a nord. La diga è quella di Is Barrocus. Il lago è quello di San Sebastiano, dove una cooperativa sportiva organizza dei giri in canoa.

La Giara dei Gesturi

Se andate nuovamente in bici da Isili in direzione di Nuragus, poi potete salire sulla Giara dei Gesturi. Questa zona è interdetta ai motori, potete andare solamente a cavallo, a piedi, o in bicicletta. Potrete ammirare i branchi dei cavallini della Giara. Questi ultimi vivono allo stato brado.

Potrete vedere la macchia mediterranea e le pinete, e questo a perdita d’occhio.
Poi potete scendere da Gonnosnò in direzione di Ales (la città natale di Antonio Gramsci).

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